MILAN, TRA MERCATO E ALLENATORE: IL PIANO A E IL PIANO B DI BERLUSCONI

MILAN, TRA MERCATO E ALLENATORE: IL PIANO A E IL PIANO B DI BERLUSCONI

Silvio Berlusconi
Silvio Berlusconi, presidente rossonero (fonte foto: urbanpost.it)
Piano A o Piano B. Questo è il dilemma. Sarà un dubbio amletico quello che attanaglierà la dirigenza rossonera nelle prossime settimane. “A” come alto profilo che sarà tenuto se, come sembra, Silvio Berlusconi cederà almeno una quota di minoranza del Milan ai cinesi, ormai in vantaggio sul broker Mr Bee. La prima mossa sarà la scelta del nuovo allenatore. Inzaghi ha il destino segnato, ma chi sarà il sostituto? Ancelotti sarebbe un tuffo nel passato glorioso, Montella l’esteta del bel gioco, Klopp il simbolo della ricostruzione giovanile ma avrebbe bisogno di quel tempo che nel nostro paese è merce rara e infine Conte: un trascinatore dal profilo stuzzicante, ma difficilmente realizzabile per il veto della FIGC a concederlo part-time. Solo dopo via alle porte girevoli di un mercato che sarà obbligatoriamente di alto livello con il possibile acquisto di un paio di campioni affermati per rinforzare la spina dorsale della squadra affiancati da un mix di italiani e non capaci di far crescere la qualità della rosa.Esiste anche un piano “B”. Profilo basso come gli ultimi anni con una campagna acquisti alimentata principalmente da prestiti, scambi, affari low cost e gli ormai famosissimi parametri zero spesso etichettati come giocatori bolliti che strappano ricchi contratti. In questo caso la rosa parlerà quasi esclusivamente italiano con giocatori che possano essere un valore aggiunto nell’immediato e in prospettiva come da dixit presidenziale, in pratica una specie di piccola e giovane nazionale. E chi ci sarà al timone? Nessun nome altisonante, ma nemmeno soluzioni di ripiego perché non si può sbagliare l’ allenatore per il secondo anno consecutivo. Il casting è aperto con in vetrina i nomi di Sarri, uomo d’altri tempi e gran maestro di calcio, Mihajlovic, sergente di ferro capace di cementare lo spogliatoio e Emery, apprezzato per la gestione della partita e per il profilo europeo. A Casa Milan si sfoglierà la margherita per qualche settimana ancora, ma i tifosi hanno già fatto la  loro scelta: Piano “V” come vincente.Davide Benericetti

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