MILAN, SVENDERE PAZZINI PER INSISTERE SU TORRES. NE VALE LA PENA?

MILAN, SVENDERE PAZZINI PER INSISTERE SU TORRES. NE VALE LA PENA?

Giampaolo Pazzini in azione, fonte foto Matteo Gribaudi/Image Sport
Giampaolo Pazzini in azione, fonte foto Matteo Gribaudi/Image Sport
Non ha il fascino del nome, né il pedigree purissimo del campione, ma il suo mestiere ha dimostrato di saperlo fare. Giampaolo Pazzini, trent’anni, di professione centravanti, di gol in carriera, tra Nazionali e club, ne ha messi a segno 138. Un bottino, di tutto rispetto, che impallidisce, tuttavia, al confronto con i numeri stratosferici di Fernando Torres, il nome dal grande fascino, il campione dal pedigree immacolato, che di reti ne ha segnate ben 616. Ma, nel calcio, spesso, non conta chi sei stato e cosa hai fatto, ma chi sei e cosa fai: l’attualità stritola il passato, i suoi onori, i suoi fasti e le sue glorie. Essere stato fra i migliori del mondo, nel tuo ruolo, non ti garantisce nulla, se non ti confermi ai tuoi livelli o quasi.E’ accaduto a Sheva e a Kakà, devastanti al Milan, irriconoscibili, rispettivamente, al Chelsea e al Real Madrid. Sta accadendo a Torres, che, nella sua, fin qui, breve esperienza in maglia rossonera, sembra solo l’ombra del fuoriclasse assoluto di Atletico Madrid, Liverpool e nazionale spagnola. La parabola discendente dell’”Ispanico”, iniziata già a Londra, sponda Chelsea, sembra inesorabilmente proseguire, nonostante la fiducia assoluta di Inzaghi, che lo ha schierato quasi sempre titolare: 589 minuti giocati e solo un gol all’attivo. Troppo poco, per continuare ancora ad insistere sul rilancio del “Nino” e non offrire subito una chance all’ottimo Pazzini. Che non sarà mai il Torres dei tempi migliori, ma resta uno dei migliori attaccanti italiani, un centravanti vero ed affidabile, che in questo Milan può tranquillamente starci e fare la differenza.Il “Pazzo”, al di là di un tweet della consorte, mastica amaro in panca, ma se ne sta zitto e aspetta pazientemente il suo turno. Ma, se così non fosse, l’ipotesi di una sua partenza a gennaio, peraltro già ventilata da più parti, potrebbe essere molto concreta, e, per giunta, senza un ritorno economico adeguato al valore del giocatore, che ha il contratto in scadenza a giugno prossimo. Sampdoria, Parma e Fiorentina le possibili destinazioni. Non proprio uno scenario confortante, che andrebbe evitato, magari schierando l’ex Samp dall’inizio, già da domenica prossima, nella gara casalinga con l’Udinese. Una soluzione che, dopo l’apertura di Inzaghi nella conferenza stampa pre derby, starebbe, sempre più, prendendo corpo in queste ore. Che possa essere proprio l’impiego del “Pazzo” il rimedio giusto all’asfittico attacco rossonero?Giuseppe Morrone

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