MILAN, SIAMO SEMPRE ALL’ANNO ZERO

MILAN, SIAMO SEMPRE ALL’ANNO ZERO

Filippo Inzaghi - fonte www.maidirecalcio.com
Filippo Inzaghi – fonte www.maidirecalcio.com
Consapevoli di aver in gran parte ‘toppato’ la sessione estiva dello scorso calciomercato, in casa Milan il mercato invernale, cosiddetto “di riparazione”, è servito per puntellare la squadra nei settori maggiormente carenti. Prima di tutto, la difesa: con Zapata, De Sciglio, Mexes e Abate indisponibili, ed Armero mai realmente assorbito negli schemi, Adriano Galliani ha piazzato i colpi Antonelli, Paletta e Bocchetti. Elementi validi, e pronti all’uso, dal cui rendimento il Milan non potrà far altro che giovarne. In attacco, una volta dileguatosi da Milanello il fantasma di Torres (rinato all’Atletico Madrid), e constatati i numerosi problemi fisici di El Shaarawy, sono arrivati Destro e Cerci, due acquisti mica male. A centrocampo, è stato preso soltanto Suso, quando, al contrario, proprio il settore mediano era quello che, più di tutti, avrebbe avuto bisogno di rinforzi, vista la scarsa qualità tecnica di vari Muntari ed Essien. Ma le finanze rossonere sono quelle che sono, ed il ‘condor Galliani’ ha dovuto fare di necessità virtù.Nell’immediato, la campagna acquisti invernale assicura al Milan maggior competitività, più alternative all’allenatore, la possibilità di poter variare i moduli di gioco e, almeno sulla carta, di segnare qualche gol in più subendone qualcuno di meno. Con la speranza che Montolivo e compagni possano, in breve tempo, tornare a giocare come nello scorso dicembre, ed a collezionare risultati importanti in ottica di una qualificazione all’Europa League. Soltanto che ancora non si è realmente compresa la strategia societaria che regola le dinamiche sportive a Milanello e dintorni.Armero, Bocchetti e Van Ginkel in prestito secco; Cerci in prestito ‘libero’ per 18 mesi poi chi vivrà vedrà; Destro in prestito oneroso con (altissimo, quasi 18 milioni) diritto di riscatto; il solo Antonelli in prestito con obbligo di riscatto dell’intero cartellino a fine stagione. Vero che i soldi non ci sono, ma se per il solo Paletta sono stati sborsati 3 milioni ‘cash’ al Parma, e per Baselli era stata impostata una trattativa con l’Atalanta sulla base di 7, la domanda che sorge spontanea è: con quale criterio il Milan sta costruendo la squadra del futuro? O meglio, esiste un criterio per la costruzione del Milan del futuro?Ad oggi, l’unica possibile traccia di strategia può essere riscontrata nelle parole di Galliani il giorno della presentazione dei nuovi acquisti a ‘Casa Milan’: il nuovo corso rossonero includerà più italiani possibili. E questo riteniamo sia un bene. Poi? È realmente utile ricorrere a continui prestiti nell’acquisizione dei calciatori, non garantendo agli atleti alcuna seconda chance al Milan e mettendo loro addosso una pressione non indifferente? La sensazione è che al Milan, da quella famosa estate del 2012, quando si puntò unicamente a svuotare l’organico ed ad abbattere il monte stipendi, sia stato fermo, non abbia costruito nulla, ed anzi abbia anche abortito il ‘progetto giovani’ tanto sbandierato ai quattro venti. Per i tifosi, questa stagione, come quella precedente, è destinata a trascinarsi con agonia fino a giugno. Con pochissime gioie, molti dolori, risultati scadenti.Insomma, il Milan appare sempre fermo all’anno zero. Anche perché l’indecisione societaria non si ripercuote soltanto sull’organico, sul parco giocatori. Quel che è più grave è la continua incertezza sulla condizione tecnica della squadra. Prima si è puntato con sicurezza su Seedorf, ripudiato dopo appena sei mesi, per dinamiche interne che non sono mai state chiarite o definite. Quindi, è stato coccolato, sponsorizzato, e lanciato in prima squadra Inzaghi. Con il rischio concreto di bruciarlo affidandogli una squadra poco più che mediocre e caricandolo di aspettative troppo elevate. Situazione che si sta puntualmente verificando quest’anno, con le ombre di Vincenzo Montella ed Antonio Conte che minacciano costantemente SuperPippo fino a minarne la serenità sul lavoro, a dispetto delle telefonate di routine provenienti da Arcore per ribadirgli stima e fiducia.Pochi mesi separano il Milan dal termine del campionato, pochi mesi che, probabilmente, contribuiranno a definire un quadro più chiaro di ciò che passa nella mente della dirigenza.

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