MILAN, SAPONARA CHE PASTICCIO: RIVALUTATO E SVENDUTO

MILAN, SAPONARA CHE PASTICCIO: RIVALUTATO E SVENDUTO

Riccardo Saponara, centrocampista dell'Empoli (Fonte: www.tuttomercatoweb.com)
Riccardo Saponara, centrocampista dell’Empoli (Fonte: www.tuttomercatoweb.com)
Ammettiamolo: il carro dei maestri del “senno del poi” rischia di essere molto, troppo affollato. Perciò confessiamo candidamente che nessuno, neanche i parenti più stretti o i maghi dell’azzardo più estremo, avrebbe mai pensato che Riccardo Saponara, forlivese di nascita e classe 1991, sarebbe passato dall’essere oggetto dimenticato della triste stagione milanista a protagonista assoluto delle cronache calcistiche di ogni singolo week-end. I numeri di questa trasformazione sono impietosi: 90 minuti complessivi (peraltro giocati in un’unica partita, la gara interna con il Palermo persa per due a zero) in 18 giornate al Milan, 14 presenze condite da 6 gol e 3 assist al suo ritorno ad Empoli.Il primo pensiero che sarà venuto ad ogni persona dotata di un minimo di senso del reale, è che a Milanello qualcuno non deve averci capito un granché. Non solo da punto di vista tecnico, ma aggiungiamo come appare piuttosto anomalo che un giocatore noto più per il numero spropositato di infortuni (soprattutto nella stagione passata) che per le prestazioni in campo, tornato ad Empoli, rigoda di splendida, sfolgorante, inscalfibile salute.  Ad un analisi un po’ più approfondita non si può non notare come sia piuttosto arduo per un ragazzo, ancora giovane, nato, cresciuto e diventato famoso come ottimo trequartista emergere in una squadra dove quel ruolo non è previsto. Tutto qui? No, forse no. Lo sappiamo, esistono maglie più pesanti di altre, stadi che incutono più timore di altri, personalità più o meno capaci di sopportare le pressioni delle “piazze” più famose e nobili del calcio italico, ragazzi che hanno bisogno delle fiducia incondizionata del proprio allenatore. Ma allora, il giocatore merita un’altra chance al Milan, o lo si può sacrificare tanto è un classico elemento buono solo per la “provincia” (con rispetto parlando)?Intanto, anche se il club meneghino volesse riprenderselo, la questione non sarebbe di immediata soluzione. Infatti, negli accordi sul prestito all’Empoli c’è un diritto di riscatto, a favore della società toscana, fissato attorno ai 4 milioni. Diritto di riscatto che la squadra del presidente Corsi sembra aver tutta l’intenzione di voler esercitare, finanziandolo con le più che probabili cessioni di elementi quali Valdifiori e Mario Rui. Quindi il Milan riuscirebbe nell’assoluto capolavoro di veder rivalutare un proprio giocatore, recuperarlo fisicamente e moralmente, ma, contemporaneamente, perderlo ad un prezzo ben inferiore a quello attuale di mercato. Chapeau agli strateghi di Via Aldo Rossi.Ovviamente molto, moltissimo (come sempre accade) dipenderà dalla volontà del giocatore; il quale prima di accettare un eventuale nuovo impiego al Milan vorrà conoscere il nome del nuovo allenatore ed avere dallo stesso precise garanzie sul suo utilizzo e sul suo ruolo in campo. In questa stagione il “talento”, nella sua accezione più pura e di immediata percezione, ha fatto capolino poche volte nelle prestazioni dei giocatori del Milan. Lo abbiamo dovuto cercare col lanternino in qualche giocata di Menez, in qualche colpo di Bonaventura, in qualche intuizione di Honda e poco altro. Rischiamo di sbagliare di nuovo ripuntando su quello di Saponara? Ci illudiamo? Possibile. Ma meglio affrontare i rimorsi per scelte coraggiose ma sbagliate, che vivere di rimpianti.Matteo Forner

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy