MILAN, QUANTI ROTTAMATI. ECCO CHE FINE HANNO FATTO

MILAN, QUANTI ROTTAMATI. ECCO CHE FINE HANNO FATTO

Sulley Muntari
Sulley Muntari (fonte foto: www.accrareport.com)
Se si osserva con attenzione l’elenco delle rose degli ultimi anni, si nota come abbondino di giocatori sul viale del tramonto o sopravvalutati, conseguenza di investimenti fallimentari dettati da una politica low cost e poco razionale.Questo ha condotto al naufragio della corazzata rossonera, ridotta ad un cimitero degli elefanti di vecchie glorie e giocatori inesplosi incapaci di dare il loro contributo alla causa, nonostante i lauti stipendi.In questi giorni è stato acquistato, dagli arabi dell’Al Ittihad, Sulley Muntari; il centrocampista ghanese percepirà uno stipendio astronomico ed esagerato per il suo valore concreto (nonostante lo scarso blasone del campionato arabo). Atleta apprezzato da Mourinho, ha metaforicamente sputato sulla divisa rossonera con prestazioni scadenti condite da qualche raro lampo.Discorso analogo per il connazionale Michael Essien, dieci anni fa era uno dei centrocampisti più forti e richiesti del mondo. Atterrato a Malpensa, complice anche una serie di infortuni precedenti che ne hanno minato la classe, non si è mai reso utile alla squadra, risultando un lontano parente del giocatore stimato a agognato con la divisa dei Blues. Un interrogativo aleggia sulla fronte del tifoso rossonero: per prendere una vecchia gloria in disfacimento, non conveniva acquistare un giovane in salute e promettente?Come un veliero senza bussola sul mare in tempesta, così le carriere di Pato e Balotelli stanno andando alla deriva; indubbiamente talentuosi e capaci di far vibrare i cuori dei tifosi rossoneri, per motivi fisici e caratteriali hanno abbandonato i grandi palcoscenici calcistici, alla ricerca di un club che scommetta su una loro rinascita. Un vero peccato per due elementi considerati, ai tempi, un patrimonio per la società.Augurarsi in futuro di non ripetere gli stessi errori è un imperativo da rispettare per tornare ad assaporare la gloria, sperando di non avere più pentimenti nello scorrere le rose delle future annate rossonere.Giovanni Pesce  

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