MILAN: ORA BASTA TIMORI, FUORI IL CARATTERE

MILAN: ORA BASTA TIMORI, FUORI IL CARATTERE

De Jong, Abate e Torres (fonte: zimbio.com)
De Jong, Abate e Torres (fonte: zimbio.com)
Un Milan molle e compassato: ecco la squadra presentatasi al Castellani di Empoli martedì sera. Dopo la sconfitta casalinga contro la Juve, era d’obbligo conquistare i tre punti, ribadire mediante una prestazione di carattere quali fossero le reali ambizioni della stagione rossonera. Una squadra grintosa, affamata e bramosa di fare risultato: queste le pretese e al tempo stesso le speranze dei sostenitori del Diavolo presenti allo stadio empolese, costretti invece ad osservare per la prima mezz’ora di gioco la loro squadra in balia dell’avversario, affamato (lui sì purtroppo!!!) e lesto ad approfittare degli errori/orrori difensivi della retroguardia milanista. I gol subiti per opera degli scatenati ragazzi di Sarri, entrambi realizzati sugli sviluppi di un calcio piazzato, hanno fatto riaffiorare nelle menti rossonere gli antichi fantasmi di allegriana memoria e il misero punto, portato a fine partita a casa dalla truppa di Inzaghi, a poco è servito per cancellare quanto di brutto messo in mostra dai rossoneri. Troppo timorosa è apparsa infatti la squadra, troppo condizionabile da una fragilità psicologica che ha già caratterizzato le passate stagioni targate Allegri prima e Seedorf poi.Si è parlato di DNA MILAN ritrovato grazie ad Inzaghi, dei valori e del peso specifico della maglia rossonera abilmente trasmessi dal mister piacentino ai propri calciatori. Il carisma, la mentalità vincente, la voglia sfrenata di vedere la sfera attraversare la linea di porta avversaria, punti di forza dell’Inzaghi calciatore, tuttavia martedì sera sembravano essere rimasti a bordo campo in compagnia del legittimo proprietario. Sul terreno di gioco infatti, in un Milan preda delle scorribande avversarie, si è notata la mancanza di una guida, di una figura carismatica in grado di risvegliare nei compagni di squadra quell’orgoglio e quella rabbia agonistica fondamentali nel momento in cui ci si ritrova a fronteggiare una squadra in lotta per la salvezza e ben organizzata come quella toscana. Tale fragilità caratteriale ha di fatto regalato alla squadra allenata da Sarri quasi interamente la prima frazione di gioco e solo quando ormai sull’orlo del baratro, sotto di due reti, il Milan è riuscito nell’impresa di riacciuffare il pareggio. Torres, alla sua prima gioia in maglia rossonera, con una pregevole torsione di testa su cross di un ottimo Abate (il più brillante del reparto difensivo) è riuscito a riaprire la partita allo scadere del primo tempo, Inzaghi negli spogliatoi avrà fatto il resto, ricaricando, da un punto di vista psicologico e morale ancor più che fisico, le quasi scariche batterie dell’undici rossonero.Che la partita contro l’Empoli serva quindi da lezione al Milan: una squadra passiva, rinunciataria nell’imporre il proprio gioco, è destinata alla sconfitta. Servono undici leoni in campo, concentrati, pronti ad aggredire sin dal fischio d’inizio l’avversario con l’intento di ottenere e portare a casa i tre punti, undici uomini ad immagine e somiglianza insomma del mister rossonero: lui sì che queste cose le sa.Carmine Perri

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