MILAN, OK I RINNOVI MA QUALE PROGETTO PER I BABY-TALENTI?

MILAN, OK I RINNOVI MA QUALE PROGETTO PER I BABY-TALENTI?

Adriano Galliani, amministratore delegato del Milan, e Filippo Inzaghi, allenatore del Milan
Inzaghi e Galliani in conferenza stampa (fonte foto: www.theoldnow.it)
Da diversi anni quando si parla di Milan, si sente spesso la frase “abbiamo un progetto giovani che sarà la base del nostro futuro”. Ne parlano tutti, dall’Ad Adriano Galliani, al responsabile del settore giovanile Filippo Galli, dal tecnico della Primavera Cristian Brocchi a quello della Prima Squadra Filippo Inzaghi. Poi, però, nei fatti, le cose sono un po’ più complicate.Sono solo di qualche giorno fa le dichiarazioni di Galliani che annunciava i rinnovi dei migliori talenti classe ’98 delle giovanili del Milan. Sintomo forse di un rinnovato interesse verso la progettazione di un futuro che potrebbe anche essere diverso rispetto ai parametri zero e ai prestiti con diritto di riscatto. Un futuro che rispecchierebbe il vecchio Milan, il Milan vincente. Perchè anche il Milan di Sacchi e poi quello di Capello si poggiavano su un’ossatura forte che proveniva dal settore giovanile, dato che i vari Tassotti, Costacurta, Baresi, Maldini, Albertini, tanto per fare qualche nome, sono nati e cresciuti con la casacca rossonera sulla pelle.E tornare all’antico non sarebbe male. Ma come qualche tempo fa ha ricordato Filippo Galli, in Italia è davvero troppo difficile puntare esclusivamente e realmente sui giovani, perchè c’è troppa fretta di raggiungere il risultato, spesso sacrificando un futuro luminoso per un presente illusorio, con il rischio di bruciare anche i talenti più puri. Il settore giovanile del Milan è una fucina di campioncini: lo dimostrano i buoni risultati degli ultimi anni e la grande presenza tra Serie A e B, ma anche in Europa, di talenti usciti da Milanello. Ma spesso la fretta di arrivare subito a chissà quali obiettivi, ha lasciato andare via buoni giocatori che potevano fare la fortuna del club di via Aldo Rossi. Il ritorno di Luca Antonelli è un esempio in questo senso. Ma ce ne sono diversi di elementi in giro per l’Italia e per l’Europa che non sfigurerebbero nell’attuale rosa rossonera: Paloschi e Darmian in Italia, Cristante e Aubameyang all’estero, solo per fare qualche nome. Giocatori forse sottovalutati, che ora potrebbero valere molto e dare molto.Destino simile per gli attuali giocatori della Primavera rossonera? Lo vedremo nei prossimi mesi, ma ora possiamo solo guardare a quello che sta succedendo in casa Milan. Il super talento Hachim Mastour, grande classe, ma con un fisico di cristallo, viene inserito con parsimonia, anzi viene quasi gelosamente esposto solo in particolari occasioni, come la Gioconda in un fantomatico giro d’Italia. Poche partite, poche occasioni per crescere e scontrarsi con il calcio vero, forse ancora troppo diverso da quello del Campionato Primavera.Ma non c’è solo Mastour, sono diversi i giocatori che dovrebbero essere inseriti pian piano in squadra, soprattutto in questi momenti sia di emergenza che di mancanza di obiettivi da cogliere. L’esempio di Mastalli sabato sera contro il Cagliari, che per l’infortunio di De Jong non è potuto più scendere in campo, o dei vari De Santis, Di Molfetta, Modic, Gamarra, Vido, Fabbro, e chi più ne ha più ne metta. La particolarità è che mister Inzaghi li ha anche allenati, li ha portati a vincere un Viareggio, ma stranamente non li prova in campo e non li rischia. Motivo? Non è dato a sapersi, forse per non bruciarli. Quello che i tifosi chiedono a Pippo è di provarci: da perdere non c’è nulla, bisogna rischiare, perchè qui ci si sta giocando il futuro, il futuro del Milan, e non di una squadra qualunque.

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