MILAN, NON E’ UN ATTACCO PER GIOVANI

MILAN, NON E’ UN ATTACCO PER GIOVANI

Carlos Bacca
Carlos Bacca (fonte foto: pallonate.com)
Partito Zlatan Ibrahimovic, nell’estate del 2012, il Milan non ha più avuto un’attaccante in grado di fare la differenza fino in fondo. L’unica eccezione, ma solo in parte, è stato Mario Balotelli che nel suo anno e mezzo in rossonero ha segnato tanto e anche alcuni gol pesanti, ma non è riuscito ad imporsi come il trascinatore che tutti si aspettavano sarebbe diventato. Poi sono arrivati una serie di attaccanti che hanno fatto benino (pensiamo ad esempio a Pazzini) e molti altri che invece hanno fallito su tutta la linea: Torres e Matri i due esempi più lampanti, ma non possiamo dimenticare Mattia Destro.Anche per questo il Milan, quest’anno, ha voluto puntare su giocatori dal sicuro rendimento. La prima scelta, Jackson Martinez, era un attaccante di 29 anni e con un grande esperienza a livello internazionale, stesso discorso può essere fatto per Carlos Bacca e Luiz Adriano, giocatori nel pieno della loro carriera, vicini ai 30 anni e che hanno fatto benissimo tanto nei rispettivi campionati, quanto in Europa (Champions o Europa League che fosse). Discorso questo che vale a maggior ragione per Zlatan Ibrahimovic che, se dovesse arrivare, oltre ad essere il giocatore più importante per l’attacco rossonero, sarebbe anche quello vecchio, ma più gol in Italia, in Europa e nelle competizioni europee: un autentica sentenza nei pressi dell’area di rigore e non solo.Contestualmente a queste scelte il Milan ha deciso di blindare il giovane M’Baye Niang, rinnovando il contratto fino al 2019 e di puntare su un giovane interessante come Suso e non cedere Stephan El Shaarawy; ma per la linea verde ci sarà tempo. I primi due, con ogni probabilità, passeranno un altro anno in prestito, per giocare con continuità e farsi le ossa in un ambiente con meno pressioni, mentre per il “Faraone” si prospetta un inedito ruolo a centrocampo, da mezz’ala. L’attacco del Milan, insomma, non è cosa per i giovani, non in questa stagione almeno dove sbagliare, dopo due anni fallimentari, non è più un’opzione.

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