MILAN, LE VISITE DI BERLUSCONI: TEATRINI POCO UTILI

MILAN, LE VISITE DI BERLUSCONI: TEATRINI POCO UTILI

 

Silvio Berlusconi, presidente del Milan - fonte ©Andrea Raso/Lapresse
Silvio Berlusconi, presidente del Milan – fonte ©Andrea Raso/Lapresse
Come ormai di consueto, Silvio Berlusconi oggi si è recato in visita a Milanello per dare il suo supporto alla squadra alla vigilia di Sampdoria-Milan. Una tradizione questa che ai suoi esordi ha portato bene ai rossoneri, che hanno conquistato i due successi contro Lazio e Parma, ma successivamente non ha portato agli stessi risultati: la sconfitta casalinga contro Juventus, i pareggi contro Empoli, Cesena e Cagliari e per ultima la seconda sconfitta casalinga, stavolta contro il modesto Palermo. Il presidente non molla e persiste nel suo tentativo di dare forza al gruppo, ma alla luce delle ultime vicende in casa Diavolo, questi rituali sembrano più di facciata che altro.Sorrisi, pacche sulle spalle e ringraziamenti: teatrini surreali senza sostanza – Come sempre la visita di Berlusconi è stata condita da infiniti sorrisi elargiti dal patron rossonero, questa volta prodigo anche di complimenti e ringraziamenti alla squadra per il successo nel Trofeo dedicato al padre del presidente, in un San Siro vuoto e desolato. Il pomeriggio a Milanello è sembrato quasi surreale: l’atmosfera è sembrata molto artificiosa, come se tutto stia andando per il verso giusto in casa Milan, ma non è così. Tra i consigli a Inzaghi e le pacche sulle spalle ai giocatori, il teatrino sembra più di facciata, una mossa mediatica per cercare di stabilizzare un ambiente che sta vivendo uno dei momenti storici più bassi degli ultimi 20 anni: dopo il disastro della scorsa stagione, i tifosi si aspettavano ben altro che una campagna del buon umore e della fiducia, ma alle belle parole non sembrano ancora seguire i fatti e la situazione preoccupa sempre più.Investimenti al minimo e idee confuse: lo spettro di una seconda annata buia – Il Milan in questo momento subisce l’assenza di un progetto tecnico ben definito e chiaro: il progetto giovani tanto sbandierato negli ultimi due anni sembra ben lontano dalla sua attuazione e gli unici ragazzi a far sorridere il pubblico rossonero sono quelli del settore giovanile, capitanati dalla Primavera di Brocchi. Gli investimenti nell’ultimo mercato sono stati minimi e i giocatori arrivati in estate, seppur importanti come Alex e Menez, sono arrivati solo a parametro zero, eccezion fatta per Bonaventura e Torres, il cui costo elevato dell’ingaggio sopperisce all’assenza di un conguaglio al Chelsea per il cartellino. Il cambio di rotta è inevitabile e urge: il pericolo è che possa ripetersi un’altra stagione come quella passata e il Milan difficilmente potrebbe sopportare un altro anno fuori dalle Coppe Europee, soprattutto a livello economico per i mancati introiti. Già a gennaio sarà importante dare un segnale in questo senso: i rossoneri ora non hanno bisogno di un Berlusconi sorridente a Milanello, ma di un presidente fiero e operoso alla guida del suo club.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy