MILAN, LAVORO FISICO E TATTICO PER TORNARE GRANDI

MILAN, LAVORO FISICO E TATTICO PER TORNARE GRANDI

Pippo Inzaghi durante l'allenamento a Milanello (acmilan.com)
Pippo Inzaghi durante l’allenamento a Milanello (acmilan.com)
Sta per concludersi la lunga marcia di avvicinamento al Derby: mancano solo 4 giorni alla data cerchiata di rosso su tutti i calendari rossoneri e nerazzurri. Due settimane, è il tempo che separa l’ultimo impegno di campionato dalla stracittadina: in mezzo la sosta per le nazionali e la possibilità per Inzaghi e per il neo tecnico dell’Inter Mancini (solo 6 giorni a disposizione per lui) di lavorare sulla tattica della squadra, ma non solo. Grande anche il lavoro fisico, perché in una gara così delicata nulla si può lasciare al caso, soprattutto se nelle ultime uscite proprio la condizione atletica ha mostrato qualche pecca.E’ il caso del Milan, che ha sempre mostrato segni di affanno quando costretto a rincorrere gli avversari, cosa successa spesso di recente, soprattutto nell’ultima mezz’ora delle partite. Un difetto portato avanti per tutta la prima parte di stagione, con i rossoneri arrivati letteralmente con la lingua a penzoloni contro la Sampdoria: una prestazione di carattere e di qualità quella contro i blucerchiati, sempre condizionata però da un evidente ritardo fisico. Per questo Inzaghi in queste settimane ha lavorato molto anche per potenziare i propri giocatori, quelli non chiamati dalle rispettive nazionali, sotto il punto di vista della corsa e della prestanza. Un vero e proprio richiamo della preparazione atletica, un accorgimento di cui avevano mostrato estremo bisogno alcuni uomini di Superpippo. Su tutti Jérémy Menez, la cui brillantezza era andata calando dalla gara con l’Empoli in poi: spesso stanco e poco lucido, il fantasista non ha potuto esibirsi nelle giocate di classe che avevano contraddistinto le sue prestazioni nei match contro Lazio e Parma e tutta la squadra ne ha risentito, non riuscendo a costruire così una manovra rapida e imprevedibile.Il francese però non è l’unico: anche il compagno di reparto Fernando Torres deve ancora recuperare la miglior condizione, persa (a detta di Galliani e Inzaghi) a causa di un problema al piede, mai pienamente superato. In queste due settimane El Nino ha potuto lavorare con grande intensità per ritrovare lo smalto di un tempo e i tifosi rossoneri sperano proprio che al Derby lo spagnolo possa tornare il feroce centravanti che in carriera ha già messo a segno 10 gol nelle stracittadine giocate. Una sua rete, meglio ancora se decisiva, potrebbe bastare per far dimenticare i momenti opachi di questo avvio di stagione e far sbocciare l’amore con il pubblico di San Siro e con tutti i fan del Milan, che già al suo arrivo lo avevano acclamato mostrando grande fiducia in lui.Stesso discorso per centrocampo e difesa, con molti giocatori chiamati ad alzare i ritmi per affrontare le accelerazioni di Kovacic e Icardi, spesso letali se lanciati in campo aperto: questa è poi una delle situazioni in cui i rossoneri dovranno evitare di incappare, visti le reti già incassate con tale modalità. Contro l’Inter dunque non basterà la qualità: Inzaghi prepara un Milan cattivo, concentrato e soprattutto di corsa. Intensità, voglia e entusiasmo, anche da parte del pubblico: è questa la ricetta per ripartire.

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