Milan, lavori in corso: Montella il suo demiurgo

Milan, lavori in corso: Montella il suo demiurgo

Montella porta avanti con pazienza ed attenzione il nuovo progetto tecnico del Milan: il tecnico deve costruire la squadra da zero visti i moltissimi arrivi

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A cura di Enrico Maggioni

A una settimana dall’esordio in campionato allo Scida di Crotone, contro i determinati Pitagorici di mister Nicola, il Milan di Vincenzo Montella, chiamato nel frattempo al doppio scontro – valevole per l’accesso all’Europa League – contro i misteriosi macedoni dello Shkendija, si scopre ancora in divenire. Un cantiere aperto, quello rossonero, caratterizzato da ben 10 nuovi arrivi in un’estate tanto scoppiettante quanto ricca di incognite.

Milan rivoluzionato in tutti i settori del campo: ritrovato (e reingaggiato) Donnarumma dopo gli show estivi del suo potente procuratore Mino Raiola, i rossoneri hanno proceduto ad un completo restyling del pacchetto arretrato con gli arrivi di Rodriguez, Musacchio, Conti e Bonucci, con conseguente probabile rivisitazione dello schema tattico e l’adozione di nuovi meccanismi da oliare. Anche a centrocampo le cose sono cambiate, e di molto: gli arrivi di Kessié e Biglia minano gli equilibri esistenti, scossi anche della presenza di una talento purissimo ma difficile da imbrigliare tatticamente come quello di Calhanoglu. Non esente da importanti cambiamenti anche il reparto avanzato: il jolly Borini e l’acerbo ma talentuoso portoghese André Silva sono un investimento per il futuro, nell’attesa che la dirigenza regali a Vincenzo Montella un bomber di razza e carisma su cui caricare il peso dell’attacco rossonero.

In questo tourbillon di arrivi, cui fanno da contraltare le sin qui poche e mirate partenze, Montella si pone come vero e proprio demiurgo. Stimato in tempi non sospetti dalla nuova dirigenza cinese e dal braccio armato operativo italiano costituito da Fassone e Mirabelli, il tecnico campano, ottenuto l’ambito rinnovo contrattuale, ha da subito capito la necessità di portare risultati a breve termine senza ricorrere, come ricordato ai suoi ragazzi il giorno del raduno, ad alibi. “Ho una grande responsabilità perché ci sono grandi aspettative” dice Montella lo scorso 5 luglio e, conscio dell’entusiasmo dei tifosi e delle pressioni che ne derivano, si cautela inserendo sin dalle prime amichevoli i nuovi a sua disposizione – Kessié e Rodriguez su tutti, veri fedelissimi dell’Aeroplanino – ma attingendo a piene mani al serbatoio dei veterani che, sebbene travolti dalla curiosità per i nuovi arrivati, danno costanti segnali di attaccamento alla maglia.

E così Montella sfodera le armi magiche tipiche del demiurgo e, oltre a centellinare i nuovi talenti a disposizione con risultati spesso convincenti, crea ed organizza un nuovo gruppo affrontando le prime sfide della stagione con Zapata, Abate, Montolivo e Bonaventura. Difficile amalgamare 10 nuovi acquisti in un amen: sia nelle prestigiose amichevoli contro Borussia Dortmund e Bayern sia nella doppia sfida del preliminare di Europa League contro il Craiova, Montella non rinuncia all’esperienza ed all’affidabilità dei suoi quattro veterani, chiamati a insegnare i primi rudimenti di…stile Milan ai nuovi arrivati e primi probabili interlocutori, come ammesso dallo stesso Montella, di quella commissione interna che insieme al neo capitano Bonucci, è portavoce dello spogliatoio verso il tecnico e la società.

In attesa degli ultimi possibili colpi, dal tanto atteso bomber di caratura internazionale ad alcuni possibili ulteriori aggiustamenti a metà campo, complice lo stop di Lucas Biglia, Montella lavora al nuovo Milan ed a quella necessaria amalgama che solo l’unione tra l’esperienza dei veterani dello spogliatoio, la prorompente personalità di Bonucci e Biglia e la freschezza dei tanti talenti italiani e stranieri può favorire. Un cantiere in pieno fermento e carico di entusiasmo, sospinto dalla carica del popolo rossonero, pronto ad esaltare le gesta dei tanti campioni già arrivati – ed in arrivo – alla corte del demiurgo Montella.

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