MILAN-JUVE E QUELLA “PIRLATA” …

MILAN-JUVE E QUELLA “PIRLATA” …

Massimiliano Allegri e Andrea Pirlo - fonte www.calciobetter.com
Massimiliano Allegri e Andrea Pirlo – fonte www.calciobetter.com
Sono passate ormai tre intere stagioni da quando, uno dei più forti giocatori italiani di sempre, fresco del titolo di campione d’Italia, ha lasciato il Milan, a parametro zero, per firmare con gli acerrimi rivali della Juventus. Andrea Pirlo, infatti, é stato il primo della cosiddetta “vecchia guardia” a lasciare Milanello dopo dieci anni di trionfi e grandi prestazioni.I motivi che hanno portato a questa separazione sono molteplici: dallo scarso feeling con l’allenatore dell’epoca (Allegri), alla mancanza di motivazioni dopo molte stagioni vissute ad alto livello, passando per il ridimensionamento economico che la società aveva deciso di intraprendere e la scelta della stessa di non proporgli un rinnovo pluriennale. Dal canto suo Pirlo, conscio di poter ancora essere protagonista ad altissimi livelli e avendo anche qualche primavera in meno degli altri senatori rossoneri, pretendeva un rinnovo contrattuale a cifre che il Milan non ha ritenuto opportuno riconoscegli. Profetica fu una battuta fatta da Silvio Berlusconi in persona fuori da un seggio elettorale sui costi a bilancio dell’ingaggio di Andrea.In tutto questo la Juve ha fiutato l’opportunità che si stava presentando e Pirlo ha subito deciso di intraprendere un nuovo percorso, conveniente dal punto di vista economico e stimolante dal punto di vista sportivo. In pochi, tifosi milanisti compresi, avrebbero scommesso sul rendimento di Pirlo una volta approdato in bianconero, ma Andrea ha smentito tutti conquistando altri tre scudetti consecutivi risultando spesso decisivo grazie alle sue giocate ed ai suoi gol su punizione. Durante gli ultimi campionati disputati in rossonero, le prestazioni del centrocampista erano sicuramente scese di livello ma probabilmente la colpa non era solamente sua, ma anche di chi gli giocava accanto.Il centrocampo del Milan era ormai lo stesso da quasi dieci anni e forse serviva un ringiovanimento generale: per Pirlo, un conto era alzare la testa ed avere come opzioni di passaggio Cafu, Serginho, Seedorf, Inzaghi e Sheva, un altro (con tutto il rispetto) Abate, Antonini, Flamini, Boateng e lo stesso Seedorf, ma con dieci campionati in più nelle gambe.A Torino la musica é subito cambiata e Andrea si é ripreso la scena con tutti i meriti. Lui ci ha messo sicuramente del suo grazie alla sua professionalità, alimentata da nuovi stimoli e motivazioni, il resto lo ha fatto Antonio Conte, costruendo un centrocampo a cinque, molto dinamico e che consentisse a Pirlo di avere sempre adeguata copertura in fase difensiva e almeno tre o quattro opzioni di passaggio valide in impostazione. La storia del calcio è piena di scommesse vinte o di valutazioni che, a posteriori, si rivelano essere sbagliate. I fatti dicono che la dirigenza rossonera ha commesso una vera e propria ‘pirlata’ in quanto è stata rinforzata una diretta concorrente senza trarre alcun beneficio economico dalla cessione.Ovviamente non esisterà mai la controprova che, rimanendo al Milan, Pirlo avrebbe mantenuto lo stesso rendimento però resta il rammarico di aver perso uno dei pochi giocatori di qualità rimasti privilegiando un centrocampo muscolare. Milan-Juve non è mai una partita come tutte le altre e, da tre campionati, la presenza di Pirlo mette ancora più pepe alla sfida. Nonostante qualche frase infelice indirizzata ai colori rossoneri nella sua autobiografia, Pirlo ha raggiunto il top della sua carriera nel Milan e per questo non verrà mai odiato dai suoi ex tifosi. Sabato però Andrea non ci sarà, per un infortunio, ma resta curiosità sul suo impiego da parte di Allegri: in rossonero non era più titolare, in bianconero quale sarà la sua posizione?Gaetano De Pippo

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