MILAN INDEGNO, INZAGHI: “GIOCA SOLO CHI MERITA”. GIA’, MA CHI?

MILAN INDEGNO, INZAGHI: “GIOCA SOLO CHI MERITA”. GIA’, MA CHI?

Pippo Inzaghi, tecnico rossonero (Fonte: www.repubblica.it)
Pippo Inzaghi, tecnico rossonero (Fonte: www.repubblica.it)
Indegno. Non ci sono altri aggettivi per descrivere la brutta non prestazione di Udine. Una squadra senza carattere, senza mordente e priva di stimoli. Al di là della sconfitta, l’atteggiamento è stato quello di undici uomini svuotati e nemmeno impauriti. Apatici. Dopo la partita Mister Inzaghi è apparso giustamente irritato, deluso mai come questa volta, ha accusato direttamente i suoi giocatori. Il suo monito è stato “Gioca solo chi merita”.A quattro giorni con la delicata sfida con il Genoa, questa affermazione dell’allenatore appare come un ritornello fastidioso già sentito, un’insinuazione che ha del ridicolo. Chi merita di giocare? Pochi calciatori hanno dimostrato quest’anno di tenere alla maglia e di avere gli attributi necessari per indossarla. Perché non è solo una questione di talento e classe, ma di coscienza. Parlando di coscienza, si contano sulle dita della mano: Diego Lopez, De Jong, Bonaventura e, sebbene con prestazioni altalenanti come il suo umore, Mexes. Gli altri un gruppo di pecore smarrite in un gregge che non ha mai avuto un pastore. A sei giornate dal termine l’imperativo deve essere dignità. In che modo però. Matematicamente l’Europa League non è lontana ma ora non deve essere l’obbiettivo principale. Deve essere la coscienza di essere calciatori del Milan, il che vuol dire avere una dignità.Una soluzione potrebbe essere quella di schierare giovani elementi della Primavera, una delle più valide del nostro paese, giocatori che tra l’altro l’allenatore conosce bene, ma non sono di certo il primo a suggerirlo, il che vuol dire che è una soluzione alla portata del mister. In uno dei momenti più delicati della storia rossonera, la paura più grande è quella di perdere la bussola. Certo il caos societario non aiuta ma non deve essere un alibi. Giugno è vicino. Sono necessarie sei gare da leoni al di là dell’esito. Perché ad un tifoso fa più male l’assenza di grinta che l’assenza di tre punti.Giovanni Pesce

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