MILAN, I PROMOSSI DI UNA STAGIONE SCIAGURATA

MILAN, I PROMOSSI DI UNA STAGIONE SCIAGURATA

Menez e Bonaventura (fonte foto: gazzetta.it)
Menez e Bonaventura (fonte foto: gazzetta.it)
The end. La stagione è finita e definirla sciagurata è il minimo. Nessun obiettivo centrato, con il Milan già a Febbraio fuori da tutto, benché si cercasse almeno il raggiungimento di un posto in Europa League, solamente sognato dai più ottimisti. Dopo i titoli di coda si tirano le somme, con l’arduo compito di trovare chi e cosa si possa salvare in una delle peggiori stagioni dell’era Berlusconiana. Infatti si contano sulle dita di una mano i giocatori che hanno sempre messo il cuore e le gambe nonostante non tutti remassero nella stessa direzione e che in linea di massima sono sempre stati applauditi dai tifosi, esasperati da una squadra e da una dirigenza non degna di un club così prestigioso.Partendo da dietro impossibile non elogiare Diego Lopez, partito un po’ in sordina ma che ha dimostrato, se ancora ce ne fosse bisogno, che il posto al Real Madrid davanti ad un monumento come Casillas non l’aveva guadagnato per caso.Nella linea difensiva l’unico a salvarsi è il figliol prodigo Luca Antonelli, arrivato a Gennaio dal Genoa ma subito in grado di inserirsi negli schemi rossoneri.In mediana, tra tanti flop, Nigel De Jong ha sempre dato il suo contributo, essenziale alla causa, con la solita dedizione e grinta che lo contraddistinguono riuscendo anche a trovare la via della rete.Capitolo a parte merita Jeremy Menez. Il discontinuo ed egoista talento francese ha condizionato il gioco di Inzaghi rifiutandosi di giocare largo nel tridente offensivo ma preferendo agire al centro dell’attacco obbligando il mister a utilizzarlo come falso “nueve”, tuttavia con buoni risultati grazie alla sua vena realizzativa che ha tenuto a galla la squadra nei momenti critici.Per finire, Jack Bonaventura vince per distacco il premio di miglior giocatore, con votazione unanime. Il jolly bergamasco ha sorpreso tutti per la sua duttilità, la sua faccia da bravo ragazzo e soprattutto le sue doti tecniche che ne hanno già fatto un beniamino dei tifosi.Tuttavia un numero troppo esiguo di “promossi” testimonia ancora di più il fallimento di un gruppo che mai si è potuto considerare tale, troppo fragile e problematico per essere gestito da un allenatore alla sua prima esperienza in panchina. La prossima stagione magari di questi tempi si spera in una situazione opposta, dove risulti difficile trovare qualche aspetto negativo. Vorrebbe dire stagione trionfale o almeno al vertice, un posto dove il Milan dovrebbe sempre essere.Davide Benericetti

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