MILAN, I CAPISALDI DI MIHAJLOVIC: INTENSITA’, IDENTITA’ E GIOCO

MILAN, I CAPISALDI DI MIHAJLOVIC: INTENSITA’, IDENTITA’ E GIOCO

Mihajlovic nell'immediato post gara, fonte foto PianetaMilan.it
Mihajlovic nell’immediato post gara, fonte foto PianetaMilan.it
Non ci sono dubbi: il Milan di Sinisa Mihajlovic giocherà con un 4-3-1-2. Questa la decisione inamovibile presa dal neo tecnico, a meno di clamorosi ribaltoni. Lo schieramento tattico, da sempre preferito dal patron Berlusconi, tornerà finalmente ad essere utilizzato. Ma non con questi uomini, perché il serbo chiede ancora l’aggiunta di qualche tassello per completare la squadra ad hoc. E questi solo il mercato potranno regalarli. Nel frattempo, Mihajlovic è spedito deciso ad insegnare ai suoi uomini ciò che vorrà vedere durante la stagione. Intensità, aggressività, condizione atletica, recuperi preventivi e bel gioco dovranno essere all’ordine del giorno. O, almeno, all’ordine del match.INTENSITA’ – Non è una novità. Lo si è visto e ribadito più volte in questi primi giorni di preparazione. L’intensità sarà, molto probabilmente, la parola che più tuonerà in questa stagione a Milanello. Quello che Pippo Inzaghi aveva promesso nella conferenza stampa di presentazione (con risultati poi negativi), Mihajlovic cercherà di metterlo in atto. Ogni giocatore che scenderà in campo dovrà dare il massimo. Ma non solo. L’allenamento non è meno importante, anzi…CONDIZIONE ATLETICA – Un elemento imprescindibile per Mihajlovic. Se in questi giorni si lavorerà duramente, un motivo c’è. La condizione atletica è fondamentale nel corso della stagione. Il calo visto lo scorso anno, dopo il mese di dicembre, non può essere ripetuto. I carichi di lavoro eccessivi di questa preparazione saranno decisivi per il campionato.AGGRESSIVITA’ – Vietato fermarsi appena si perde palla. Quante volte abbiamo visto, nella stagione appena trascorsa, giocatori fermarsi appena persa palla? L’esempio di Menez nella gara persa con l’Atalanta dovrebbe aiutare a ricordarvi. Quello dell’aggressività dovrà essere un elemento da amalgamare con l’intensità. Gli avversari dovranno faticare nel circolo del pallone. Non dovranno avere il pallino del gioco.BEL GIOCO – Uno, massimo due tocchi. Tre iniziano ad essere troppi. Il tecnico serbo ha intenzione di creare un calcio spumeggiante, con una circolazione rapida del pallone. E, si sa, il centrocampo avrà un ruolo determinante per la realizzazione di questo obiettivo. Non a caso, il prossimo obiettivo rossonero è proprio Axel Witsel. Il gioco sarà essenzialmente praticato per vie centrali, con uno scarso utilizzo delle fasce. Il match di ieri lo ha già testimoniato.Con testa e concentrazione, come ripete spesso Mihajlovic, tutto è possibile. Anche che il Milan giochi un bel calcio. Vi suonerà strano, lo capiamo, ma è così. Tra due mesi ne sapremo di più. La speranza che le parole non vadano a finire nel cestino, come successo con Inzaghi, è alta. Come si dice: ai posteri l’ardua sentenza.Lorenzo Romagna (Twitter: @RmgLnz95)

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