MILAN, GLI UOMINI IN SCADENZA TI ALLUNGANO LA VITA

MILAN, GLI UOMINI IN SCADENZA TI ALLUNGANO LA VITA

Nigel De Jong esulta dopo un gol (Fonte: www.italianfootballdaily.com)
Nigel De Jong esulta dopo un gol (Fonte: www.italianfootballdaily.com)
Ebbene sì, in queste stagioni non proprio esaltanti dal punto di vista dei risultati sportivi, è normale gettarsi sull’amarcord: era il 13 maggio 2012, San Siro, Milan-Novara 2-1. Il pomeriggio dell’addio al Milan non solo dei cosiddetti “senatori” ma di alcuni dei più grandi “campioni” che il calcio italiano abbia mai proposto: Inzaghi, Nesta, Gattuso. Non tutti dotati di indiscusse qualità tecniche (Inzaghi e Gattuso sicuramente no), ma esempi, trascinatori, simboli, professionisti; insomma, Campioni (con la C maiuscola). Finivano i loro contratti, la loro storia nel club rossonero e, solo oggi lo capiamo, l’epopea del Milan vincente, imitato, invidiato.Perché questa digressione iniziale? Semplice: solo riguardando quelle immagini ci appare così chiaro come, generalmente, il problema non consista mai nel lasciar andar via dei giocatori (non importa se per “fine contratto” o “fine carriera”), ma con chi li sostituisci. Fatte le debite proporzioni con i giocatori che abbiamo sopra ricordato, è abbastanza preoccupante rilevare come i pochi elementi oggi in rosa che sembrano ancora avere una minima voglia di lottare, sacrificarsi, insomma “giocarsela” fino alla fine, siano due in scadenza di contratto: Mexes e De Jong. Il francese era stato decisivo nella partita casalinga con il Cagliari siglando il gol del 2 a 1, mentre l’olandese ha, diciamo, co-partecipato all’azione che ha portato, ieri sera, al pareggio con la Sampdoria.La pattuglia dei giocatori in scadenza è, come ogni anno, piuttosto nutrita. Le singole vicende personali sono, però, molto diversificate. Infatti per quanto riguarda Essien, Pazzini e Mexes, le probabilità di rinnovo appaiono decisamente scarse se non nulle. Solo Mexes, ritornato nelle “grazie” di Inzaghi dopo la mega-squalifica post-Lazio, potrebbe avere qualche possibilità di continuare la sua avventura: il francese vorrebbe restare, il Milan, di fronte ad una sua disponibilità a ridursi drasticamente l’ingaggio, potrebbe pensarci. Anche domenica sera contro la Sampdoria si sono potute valutare le sue qualità e le sue debolezze: fisicità, carisma, incursioni aeree in attacco, amnesie, chiusure approssimative (il “tunnel” di Eto’o sul gol del vantaggio doriano non è stata l’unica sbavatura di giornata). In giro c’è di meglio? A prezzi contenuti, no. Bisognerebbe trovare un giocatore non ancora entrato nei radar delle squadre più danarose d’Europa. Non proprio la specialità della casa, negli ultimi anni.A proposito di specialità della casa, come non parlare del ruolo di centravanti: spedito in Spagna Torres, dato per certo il mancato riscatto di Destro, si valuta Pazzini non degno di una proposta di rinnovo o, quanto meno, di un minimo di considerazione. Si spera che le prossime iniziative di mercato in quel ruolo siano migliori delle precedenti, altrimenti rischiamo di rimpiangere persino Pazzini. Sicuramente più agevole il rinnovo di Abate che, da più parti, viene dato ormai per scontato.Infine per quanto riguarda De Jong appare chiaro che il giocatore sta aspettando qualche offerta all’allettante dall’estero (Premier League in primo luogo). Se non dovesse arrivare, il Milan potrebbe formulare qualche proposta (al ribasso, ovviamente, rispetto al trattamento stipendiale attuale). In condizioni normali, sostituirlo non dovrebbe essere un problema: grande fisico, temperamento, esperienza, senso della posizione ma incapacità cronica di realizzare un passaggio a distanza superiore al metro. Di giocatori con caratteristiche simili se ne trovano; di pari rendimento, forse. Quelli migliori di lui non sono alla portata del portafoglio, vuoto, del Milan. Almeno prima di lasciar andar via a cuor leggero qualcuno, si valutino bene, finalmente, le alternative. Rimpiangere De Jong, proprio, non sarebbe sopportabile!A tempi migliori.Matteo Forner

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