MILAN, EUROPA O SALVEZZA? LA MEDIA PUNTI FA PAURA

MILAN, EUROPA O SALVEZZA? LA MEDIA PUNTI FA PAURA

Mattia De Sciglio, fonte foto AP Photo/Antonio Calanni
Mattia De Sciglio, fonte foto AP Photo/Antonio Calanni
1,36: ecco spiegata, in tre cifre, la spaventosa e drammatica situazione di un Milan che non fa più paura a nessuno, se non a sé stesso. 1,36 è la media punti racimolata in 25 giornate dal povero Diavolo rossonero, una media lontana dalle posizioni di vertice a cui aveva abituato i tifosi rossoneri negli ultimi 29 anni. Certamente annate storte possono capitare a tutti, la stessa Juventus prima di aprire l’attuale ciclo di tre, quasi quattro scudetti consecutivi ha vissuto due annate da incubo, lontanissima dalle zone di vertice: però, in quel caso, appariva chiara e lampante la volontà di tutto l’ambiente, dalla società all’allenatore, dalla squadra ai magazzinieri, di uscirne fuori e resuscitare dalle ceneri come l’araba fenice.
La delusione di Bonaventura, Inzaghi e Rami - fonte www.meladevice.com
La delusione di Bonaventura, Inzaghi e Rami – fonte www.meladevice.com
Volontà che, con tutto il rispetto, sembra mancare attualmente a questo Milan che, anzi, sembra cercare colpe e scusanti che non esistono. Il 2015 rossonero parla chiaro: 9 punti in 9 giornate, una media irrisoria di un punto a partita che ha vanificato il miglior avvio di stagione degli ultimi anni, che alla settima giornata parlava di 14 punti, una discreta media di 2 punti a partita che però avrebbe permesso di ritrovarsi attualmente a quota 50 punti, al secondo gradino del podio, a 8 punti dalla capolista.
Menez durante un dribbling (fonte: gazzetta.it)
Menez durante un dribbling (fonte: gazzetta.it)
Fa rabbia pensare che la terza piazza sia attualmente occupata dal Napoli, la stessa squadra che poco prima della pausa natalizia era stata maltrattata dagli stessi rossoneri e che si trovava in quel momento a pari punti con il Milan. Dopo il panettone e lo spumante, gli uomini di Inzaghi hanno, tutto d’un colpo, perso la bussola, il contatto con le zone più nobili della classifica e, cosa ben più grave, il contatto con la realtà.Vedere le partite del Milan sta diventando una litania dolorosa per ogni tifoso rossonero, che dall’Epifania ad oggi ha visto l’ex squadra più titolata al mondo prendere sonore lezioni di calcio (in serie) da: Torino, Sassuolo, Atalanta, Lazio, Juventus, Empoli e Chievo Verona, ottenendo i tre punti solo con le due squadre che occupano attualmente le ultime due piazze della Serie A (Parma e Cesena).
Pippo Inzaghi in conferenza stampa (Fonte: www.acmilan.com)
Pippo Inzaghi in conferenza stampa (Fonte: www.acmilan.com)
Ascoltare le dichiarazioni postpartita di allenatore, società e squadra rende il senso della paradossale situazione rossonera, una continua commedia dell’assurdo in cui si cerca un’improbabile quanto triste arrampicata sugli specchi. Si è passati da: “Il terzo posto è il nostro obiettivo”, a un più mesto “Dobbiamo assolutamente tornare in Europa”, sia pur la meno nobile Europa League. Il problema, però, è che numeri alla mano il Milan in Europa non andrà nemmeno il prossimo anno. Continuando con questa media punti, i rossoneri concluderanno il Campionato 2014/15 alla non proprio invidiabile quota 51, sei punti in meno della scorsa stagione, quando l’Europa League sfuggi per un solo punto.Molto meglio guardarsi alle spalle, quindi: nelle restanti tredici giornate i rossoneri devono ancora affrontare tutte le big ad eccezione di Juventus e Lazio, mentre molte delle inseguitrici vedranno ridurre il distacco dal Milan di tre punti se la situazione del Parma non cambierà miracolosamente nei prossimi giorni. Dall’Europa alla mancata salvezza il passo è breve, evitino i rossoneri di fare come Icaro: a mirar troppo in alto, si rischiano cadute clamorose e rovinose.

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