MILAN-EL SHAARAWY, CHE SUCCEDE?

MILAN-EL SHAARAWY, CHE SUCCEDE?

Stephan El Shaarawy (Fonte foto: www.goal.com)
Stephan El Shaarawy (Fonte foto: www.goal.com)
A volte ritornano, o forse no. Sembra essere questo il leitmotif della storia attuale tra El Shaarawy e il Milan. Il Faraone osannato due stagioni fa, autore di una prima parte di campionato 2012/13 a dir poco fantastica, sembra essersi perso in un tunnel lungo un anno e mezzo.Gennaio 2013: a Milanello arriva Mario Balotelli. E il meccanismo fino a quel momento perfetto dell’attacco rossonero sembra incrinarsi. Mario e Stephan ci provano, ma in campo non sembra scattare la scintilla nonostante i due siano davvero molto amici. Qualche infortunio, qualche incomprensione, ma per lo meno il trio delle tre creste, completato da Niang, riesce comunque a portare il Milan in Champions.Stagione 2013-14: deve essere la stagione del definitivo rilancio e della consacrazione. Allegri stravede per lui, e la squadra viene inizialmente progettata sulla pelle di Super Mario e del Faraone. E a fine anno c’è anche il Mondiale. Ci sono tutti i presupposti per essere ottimisti.Ma la stagione diventa ben presto un calvario, per El Shaarawy e per tutto il Milan. Infortuni a ripetizione, problemi muscolari, ricadute, un operazione. E l’anno che scivola via, con un cambio di allenatore che non riesce a portare la squadra in Europa, e Stephan El Shaarawy che sembra caduto nel dimenticatoio, non riuscendo a recuperare neanche per il Mondiale brasiliano.E si arriva finalmente alla stagione 2014-15. Al Milan il nuovo allenatore è Filippo Inzaghi, un ex compagno, uno che il Faraone lo stima da pazzi e che vuole ricostruire il suo Milan con al centro proprio El Shaarawy. E inizialmente sembra proprio così. L’ex Padova si allena bene, fa’ tutta la preparazione, in amichevole si muove alla grande e nelle prime due partite stagionali sembra trovarsi ad occhi chiusi con il neo arrivato Menez e il redivivo Honda. Calcio fatto di ripartenze, velocità e dribbling, quello cioè che il Faraone sa fare meglio.Ma con la prima convocazione nella Nazionale di Conte, paradossalmente qualcosa sembra incrinarsi. Un infortunio alla caviglia complica tutto, il rientro forse affettato con la Juventus e una prestazione sottotono contro i bianconeri, lo fanno ricadere in quel tunnel di cui non si conoscono le cause. Unito a ciò, il grande inizio di stagione di Honda, l’inserimento perfetto di Bonaventura che sembra a Milanello da una vita, il nuovo super Menez ormai diventato insostituibile e le due prime punte Torres e Pazzini, fanno si che gli spazi per El Shaarawy sembrano restringersi ancora. Tutti però ancora lo esaltano, da Galliani allo stesso Inzaghi: il modulo di base scelto, il 4-3-3, infatti è, per stessa ammissione del tecnico rossonero, per far rendere al meglio il Faraone, del quale, almeno a parole, il Milan ha ancora tanto bisogno. Il Milan necessita, però, di un ragazzo felice, perchè sembra che El Shaarawy renda solo quando è tranquillo e non gli viene messa pressione addosso.Ed è questo che il Milan sta facendo. Bastone e carota. Con la speranza che il cavallo di razza italo-egiziano torni a correre libero nei prati degli stadi italiani, convinto dei propri mezzi e felice di poter dare tante gioie al popolo rossonero che ancora lo esalta come campione sul campo e fuori in cui riporre tutte le speranze di vittorie e di grandezza. 

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