MILAN, EFFETTO INZAGHI FINITO? L’ENTUSIASMO NON BASTA, SERVE GIOCO

MILAN, EFFETTO INZAGHI FINITO? L’ENTUSIASMO NON BASTA, SERVE GIOCO

Entusiasmo e bel gioco, la ricetta per tornare ad esultare (fonte foto: www.pronosticidipiazza.com)
Entusiasmo e bel gioco, la ricetta per tornare ad esultare (fonte foto: www.pronosticidipiazza.com)
A Cagliari, grazie alla tanto bella quanto fortunata giocata di Giacomo Bonaventura, il Milan ha strappato il pareggio, conquistato il sesto risultato utile consecutivo e, almeno momentaneamente, agguantato il terzo posto in classifica. Finiscono qui, però, le note positive della serata del Sant’Elia.Si, perché i rossoneri, inutile negarlo, attraversano una paurosa, pericolosa, fase involutiva sotto il punto di vista del gioco e della produttività in fase offensiva. Con le solite, inammissibili, lacune in retroguardia, puntualmente punite dall’avversario di turno. Il tecnico, Filippo Inzaghi, si è detto comunque soddisfatto di quanto fatto vedere in campo dai suoi ragazzi, ha elogiato lo spirito di gruppo ed ha sottolineato come non fosse per nulla facile affrontare una formazione in salute come quella diretta da Zdenek Zeman. L’entusiasmo del mister è encomiabile, e, sicuramente, contribuisce a tenere alto il morale di una truppa che, se non avesse ‘bucato’ le trasferte di Empoli, Cesena e, per ultima, Cagliari, ora potrebbe addirittura lottare per la vetta della classifica.Ma tutto ciò adesso non basta più. L’entusiasmo, da solo, non potrà salvare il Milan ancora a lungo. La squadra necessita di ritrovare, accanto al brio ed alla voglia di sudare per la maglia, elementi tipici del tanto decantato ‘effetto Inzaghi’, fluidità di manovra, intensità nell’intero arco dei 90′, cinismo e determinazione sotto porta, concentrazione in fase difensiva. In sintesi, deve tornare ad esprimere bel gioco, e dare continuità tanto ai risultati quanto alle prestazioni.Se i primi segnali di scricchiolii in tal senso si erano avvertiti nel corso della sfida contro la Fiorentina, dove ad un discreto primo tempo, concluso in vantaggio, era seguita una ripresa deludente, costantemente in affanno sotto il profilo atletico e tattico, a Cagliari il Milan ha offerto la peggiore performance da quando Inzaghi siede in panchina. Male i singoli, su tutti De Sciglio, che ha terribilmente sofferto gli spunti di Cossu, Muntari, la cui facilità nel commettere falli a ripetizione espone la squadra a perenne rischio di inferiorità numerica, Torres, avulso dagli schemi ed incredibilmente lontano parente di un centravanti decente (ma perché non impiegare maggiormente Pazzini?), ed El Shaarawy, lodato a più riprese dall’allenatore ma sul quale bisogna dire che, impegno in fase di recupero a parte, pare non possedere più nelle sue corde i ‘colpi’ di classe fatti vedere un paio di stagioni orsono.Chiaramente, del calo dei singoli ne risente l’intera macchina rossonera, ingolfata nel motore (quanto manca Montolivo …), ed alla quale neppure i guizzi (sporadici, negli ultimi 180′) di Ménez sembrano restituire un briciolo di imprevedibilità.Domenica sera, alle ore 20.45, a ‘San Siro’ arriva il Palermo: il Milan non può più sbagliare e, se vuole davvero mantenersi nelle zone altissime della classifica, deve tornare a brillare. Perché soltanto con il gioco, la classe, e la giusta mentalità, Abbiati e compagni potranno sopperire all’evidente divario tecnico con le battistrada Juventus e Roma.Daniele Triolo

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