MILAN, DAL MERCATO 120 MILIONI: MA IL FAIR PLAY FINANZIARIO?

MILAN, DAL MERCATO 120 MILIONI: MA IL FAIR PLAY FINANZIARIO?

Adriano Galliani
Adriano Galliani, AD del Milan (Fonte: serieanews.com)
I dati relativi alla situazione finanziaria del Milan sono a dir poco preoccupanti. Una perdita netta di 91,28 milioni di euro a livello consolidato, la più alta di sempre nella storia del club. Un patrimonio netto consolidato negativo, prima dell’intervento della capogruppo Fininvest necessario a garantire la continuità aziendale, per 94,2 milioni, e debiti finanziari netti per 246,8 milioni, dieci milioni in meno rispetto all’esercizio precedente. Dati che fanno accendere la spia rossa, una spia preoccupante. Debiti in parte spiegabili da spese non preventivate, come la buonuscita di Seedorf (7.5 milioni), la mancata qualificazione alle Coppe Europee, l’azzeramento della remunerazione delle perdite fiscali riferite ad esercizi precedenti (pari a 21 milioni di euro) e la mancata iscrizione di quella riferita al 2014 (16,4 milioni di euro), causate dalla crisi economica generale del nostro Paese.E qui che il ripianamento della famiglia Berlusconi e le promesse di un mercato importante fatte sia da Galliani che dal presidente si vanno ad incastonare con una realtà europea dagli equilibri fragili, chiamata Fair Play Finanziario. Diverse squadre hanno avuto problemi nel rispetto di queste norme, pena squalifiche, multe, restrizioni. Ed è questa una realtà alla quale non si può sfuggire ma ci si deve adeguare.Per questo i 120 milioni che sono stati tirati in ballo per il rilancio della società Milan, stridono non poco con la filosofia del club degli ultimi tre anni in particolare, cioè conti in regola e autosostentamento. Tre anni buttati? Sì può darsi, ma è stato visto che questa politica, per errori di questo o di quello, non ha portato frutti. Non è detto che era sbagliata, ma non ha funzionato. E allora non saranno 120 i milioni investiti, ma le dichiarazioni della dirigenza aprono ad un ritorno di Berlusconi in prima fila per le sorti del suo Milan, con o senza nuovi investitori. Arriveranno giocatori importanti, ma fondamentali sono gli uomini. Perchè, come diceva Sacchi, se non hai l’uomo, non hai il campione. E il Milan deve fare questo, puntare sugli uomini veri, e anche su un grande allenatore che torni a dare un’identità ben precisa a questa squadra che per ora ha smarrita. 

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy