MILAN, DA MUNTARI AL BOATENG-BIS: DUE COLPI DI SOLE PRE-ESTIVI

MILAN, DA MUNTARI AL BOATENG-BIS: DUE COLPI DI SOLE PRE-ESTIVI

AC Milan midfielder Kevin Prince Boateng, of Ghana, celebrates with his teammate Sulley Muntari, of Ghana, right, at the end of the Champions League round of 16, first leg soccer match against Barcelona, at the San Siro stadium in Milan, Italy, Wednesday, Feb. 20, 2013. AC Milan won 2-0. (AP Photo/Luca Bruno)
Kevin Prince Boateng e Sulley Muntari (huffingtonpost.com)
Kevin Prince Boateng e Sulley Muntari, entrambi ghanesi e con lo stesso possibile destino: far parte del nuovo Milan. Sul primo ci sono le classiche smentite di rito unite ai presunti interessi anche di altre squadre, mentre il secondo sembra davvero intenzionato a rimanere per provare a convincere Mihajlovic in ritiro.Il Boa, ceduto allo Schalke 04 nell’estate 2013, è così tornato in Bundesliga dopo gli esordi nell’Hertha Berlino e nel Borussia Dortmund, ma ha tutt’altro che entusiasmato. Sfavorito anche dalla crisi della squadra di Gelsenkirchen, ha racimolato poche presenze (46) e pochi goal (6), prima di essere messo fuori rosa per scarso rendimento e comportamento non professionale. Una testa calda già nel suo periodo rossonero dove però grazie alla sua strapotenza fisica era riuscito, aiutato dall’intuizione di Allegri, a reinventarsi trequartista moderno capace di spaccare a metà le difese avversarie interpretando il ruolo del numero “10” in maniera assolutamente innovativa contribuendo alla vittoria dello scudetto. Ora che è libero può essere appetibile ed è sicuramente un discreto free-agent dall’ingaggio però ancora medio – alto.Muntari, invece, ha il contratto in scadenza a Giugno 2016. Qualche mese fa, dopo tre anni in rossonero con 70 presenze e 11 goal e l’episodio del goal-non goal contro la Juventus, sembrava un uomo già con le valigie in mano, soprattutto dopo le parole del suo agente Pastorello, che aveva fatto intendere come il Milan non credesse più nel suo assistito mettendolo, di fatto, fuori dal progetto. Emirati, MLS, tutti campionati che parevano accogliere a braccia aperte il ragazzo, magari avvicinandosi ai tre milioni che percepisce in Italia, fardello non da poco per un calciatore fuori rosa. Cause di quest’allontanamento sicuramente i suoi comportamenti fuori dalle righe che hanno irritato squadra e società, creando dissapori con Inzaghi fino all’inevitabile rottura. Ora che la guida tecnica è cambiata, il ghanese vuole giocarsi le sue carte fino in fondo usando il ritiro per convincere il nuovo tecnico serbo a tenerlo in considerazione, addirittura prospettando di rifiutare ogni possibile destinazione.Il comune denominatore per entrambi è racchiuso in contratti super, personalità spesso difficili, rendimenti ultimamente deludenti e scarsa utilità tattica, visto che in quei ruoli si può trovare sicuramente di meglio. Tutti questi fattori fanno votare pollice verso ai tifosi nei confronti di queste due operazioni che sono assolutamente fuori dalla logica sia per quanto riguarda un ritorno al passato sia per guardare al futuro.Davide Benericetti

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