MILAN, COSA SI SALVA DOPO 25 GIORNATE?

MILAN, COSA SI SALVA DOPO 25 GIORNATE?

Adriano Galliani e Silvio Berlusconi, amministratore delegato e presidente del Milan
FOTO TACCA/INFOPHOTO
Cerco la definizione da dizionario della parola “bilancio” e, al netto delle nozioni aziendalistiche, trovo “valutazione riassuntiva di una situazione in ogni suo aspetto”. Il dilemma, a questo punto, mi appare ancora più di difficile soluzione: da dove cominciare per tratteggiare i confini di questo disastro sportivo maturato dopo appena 25 giornate di campionato? Tutti coloro i quali si occupano di Milan, anche solo distrattamente, avrebbero già risposte decisamente convincenti: confusione riguardo al futuro della società (dopo fantomatiche cordate saudite, qatariote, thailandesi, albanesi, messicane, cinesi, libanesi e messicane, attendiamo fiduciosi notizie dalla Groenlandia……), ingiustificato attendismo decisionale da parte dei vertici riguardo all’allenatore, inadeguatezza di quest’ultimo, frenetici ed incomprensibili cambi di modulo, gestione a tratti comica di alcuni calciatori,  “cervellotiche” scelte di mercato in entrata ed in uscita (oltre a quelli temporaneamente parcheggiati a Milanello), giocatori palesemente privi di un qualsiasi spessore caratteriale.Tutto vero; affermazioni riguardo alle quali non è possibile  non essere d’accordo. Il problema è che avere ragione, oggi, non serve. Non serve perchè inquadrare le criticità, intuirne la vastità ma notare, con sconforto, l’immobilismo dei deputati a porne rimedio (intendo proprietari, dirigenti, tecnici e giocatori) genera solo una sorta di malinconica indifferenza. E’ possibile pensare che dopo una stagione come questa in cui, invece di creare basi per il futuro, si sono solo prodotte solo macerie (tecniche, tattiche e relazionali), si possa ripartire a luglio come se nulla fosse accaduto, con annessa foto di gruppo davanti alla sede di Via Aldo Rossi e roboanti proclami di imminenti nuovi successi? Affidarsi ad un nuovo allenatore, sicuramente più esperto e “titulato”, potrà bastare ad invarianza di tutti gli altri elementi?O ci troveremo a parlare ancora di passaggi di proprietà (nel corso della scrittura di questo articolo la Groenlandia ha smentito l’interesse per quote azionarie del Milan……), dei rapporti difficili tra gli amministratori delegati, dell’inutilità della politica dei “parametri zero”, dell’incapacità di scovare talenti giovani sul mercato italiano ed all’estero, dell’impossibilità di investimenti significativi su giocatori già conosciuti a causa del fair play finanziario, della necessità di costruire uno stadio di proprietà, etc., etc., etc. Solo una totale, radicale e forse dolorosa rigenerazione può salvare il Milan da un lento declino. La faccia questa proprietà se ne è capace, un’altra se ne esiste davvero una credibile.“Codesto solo oggi possiamo dirti, ciò che non siamo, ciò che non vogliamo”. Matteo Forner

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