MILAN, CON CERCI UNA GESTIONE ALLUCINANTE

MILAN, CON CERCI UNA GESTIONE ALLUCINANTE

Cerci e Inzaghi (fonte foto gianlucadimarzio.com)
Cerci e Inzaghi (fonte foto gianlucadimarzio.com)
Nelle sue otto presenze (su nove partite) in campionato, Alessio Cerci ha messo insieme 319 minuti, quasi 40 di media a partita. Un po’ pochino per quello che è uno dei più importanti colpi di mercato della ultima sessione in Serie A, soprattutto se si considera che stiamo parlando di un calciatore che Inzaghi ha inseguito dal suo primo giorno alla guida del Milan. Sia chiaro: non c’è scritto da nessuna parte che se un allenatore vuole a tutti i costi un calciatore, poi deve farlo giocare per forza. Magari perché non è ciò che ci si aspettava, o magari perché la squadra è un meccanismo ben oleato e quindi è rischioso cambiare un ingranaggio. Giusto per citare qualche esempio.Peccato però che in questi esempi non sembra rientrare l’attuale situazione in cui versa il Milan. Già, perché è difficile immaginare che quello che è stato uno dei migliori calciatori dello scorso campionato, non sia ciò che ci si aspettava. Soprattutto se inserito in un contesto tutt’altro che eccellente come questo Milan. E sicuramente, guardando gli uomini di Inzaghi di tutto si può parlare meno che di una squadra rodata cui è difficile, se non addirittura rischioso, apportare cambiamenti.Ciò che rimane, quindi, è una gestione preoccupante di uno dei migliori talenti italiani degli ultimi anni. E ciò che fa specie, è che nell’analizzare le presenze e il minutaggio di Alessio Cerci, pare quasi che l’ex Toro abbia pagato i risultati della squadra. Fateci caso: la sua prima da titolare è stata in casa contro l’Atalanta, partita durata per lui solo un tempo (sostituito da Pazzini durante l’intervallo). In quella gara Cerci non ha inciso, il Milan ne è uscito sconfitto e lui è rimasto in panchina nella successiva trasferta contro la Lazio. La domenica dopo ancora, in casa contro il Parma, è tornato titolare (per la prima volta in campo tutti i 90 minuti), è stato uno dei migliori in campo e il suo contributo è risultato fondamentale nella vittoria per 3-1 contro i ducali. Quasi in contrapposizione a quanto successo due settimane prima contro l’Atalanta, questa volta la buona prova gli permette di conservare una maglia da titolare anche per la trasferta in terra Juventina. Anche questa volta rimane in campo per 90 minuti, il Milan perde e, nonostante lui sia stato uno dei pochi positivi, non vedrà più il campo da titolare. Infatti dopo la Juventus ha collezionato appena 26 minuti in tre partite.Sembra quasi che Cerci paghi ogni singolo risultato negativo della squadra, il che è veramente ridicolo se si pensa che è uno degli ultimi arrivati e che in squadra ci sono elementi che hanno sprecato diversi jolly prima di guardare le partite dalla panchina. Forse questa analisi è sbagliata, però è difficile pensare che lo sia nel momento in cui due volte su due la squadra ha perso, l’uomo da cui ti aspettavi di più non ti ha tolto le castagne dal fuoco, e poi è finito in panchina.C’è una terza opzione, volutamente scartata, ed è quella che prende in considerazione eventuali dissapori o addirittura litigi tra calciatore e allenatore. È un’opzione scartata perché dopo gli umilianti 3 minuti concessi contro il Cesena, si è sparsa voce di una furibonda lite tra i due e Inzaghi pochi giorni dopo ci ha tenuto a sottolineare che non c’è niente di vero perché altrimenti Cerci sarebbe fuori rosa. Vogliamo credere, per Inzaghi, che la sua versione sia quella vera, anche perché se questa fosse vera la voce che si è sparsa, vorrebbe dire che Inzaghi nello spogliatoio ha lo stesso peso che può avere un magazziniere. Se invece ci fossero dei semplici dissapori tra i due, allora il tecnico del Milan si starebbe macchiando della grave colpa di non far giocare uno dei migliori calciatori a disposizione, solo per delle faide personali.Evidentemente questa terza opzione è azzardata, ed è meglio scartarla. Anche perché bastano e avanzano le prime due, che in assenza della terza, sono le uniche spiegazioni plausibili. Spiegazioni che fanno pensare ad una gestione allucinante del calciatore in questione, e forse anche del resto della rosa: basti pensare a Destro, e a Pazzini che dopo aver giocato soltanto 163 minuti in tutto il girone d’andata, ora è praticamente il primo cambio. Confusione su confusione.Rocco Piliero@smxworld

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy