MILAN, CALO FISICO GENERALE: HONDA OFFRE UNO SPUNTO DI RIFLESSIONE

MILAN, CALO FISICO GENERALE: HONDA OFFRE UNO SPUNTO DI RIFLESSIONE

Keisuke Honda nella partita contro il Chievo (Fonte: united11.nexoneu.com)
Keisuke Honda nella partita contro il Chievo (Fonte: united11.nexoneu.com)
Presente oggi a Casa Milan, Keisuke Honda, tra le tante cose, ha svelato quelle che secondo lui sono le cause del momento negativo del Milan: “Abbiamo giocato bene per molte partite, ma nelle ultime non abbiamo creato niente per vincere. Due sono le ragioni: la prima è legata alla condizione fisica, stiamo facendo un lavoro duro in allenamento; la seconda è la grande attenzione che tutti hanno su di noi”.Parole che davvero fanno riflettere. La situazione generale dei rossoneri non è affatto facile. Perdere una partita ci sta, ma perdere come ha perso il Milan domenica sera non va affatto bene. Squadra senza gioco, senza velocità, senza mordente, senza idee. Troppo brutta per essere vera.E il giapponese lo sa, e infatti non si nasconde dietro un dito. Keisuke pone l’accento sulla preparazione, sul lavoro duro fatto in settimana, sulla troppa intensità. Inzaghi forse vorrebbe in campo 11 “Inzaghi”, difficili da trovare e da avere. Vorrebbe 11 leoni che si catapultino su ogni pallone senza mollare mai per 90 minuti. E forse, per questa cosa, il Milan non è ancora pronto. O forse la rosa a sua disposizione non ha gli interpreti adatti.L’analisi di Honda può essere discutibile, ma da uno che le cose le vede tutti i giorni e le vive sulla propria pelle, si deve dare ascolto. E poi, detto da lui che è un esempio di professionalità e tenacia, che si allena anche a casa e rimane spesso anche oltre la fine dell’allenamento per mettere a punti i dettagli, davvero non sembrano scuse.Qualcosa dunque, deve cambiare. Negli allenamenti settimanali, nell’esasperazione ossessiva di vivere forse il calcio 24 ore su 24, come ha ammesso di fare lo stesso Inzaghi. Perchè facilmente si può passare da un estremo all’altro, dal poco lavoro al troppo. E poi, avere a che fare con 30 soggetti che la pensano in 30 modi diversi non è mai semplice.Inzaghi deve e dovrà essere bravo nel migliorare in questa gestione, dal singolo allenamento alla gestione delle forze in partita. Perchè non tutti riescono ad essere sulle corde per 90 minuti, però è questo che spesso differenzia un buon giocatore da un campione: quello di essere al top sempre, come lo era Super Pippo.E se la rosa rossonera ha elementi che non fanno per il gioco di Inzaghi, deve essere cambiata. Perchè ne va del futuro del Milan, della storia di una squadra che ha fatto sognare molti e continua a farlo fare anche oggi. Se Inzaghi deve essere il condottiero, tutti dovranno essere come lui. O almeno provarci.  

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