MILAN: 433, 442 o 4231, ECCO IL REBUS DI INZAGHI

MILAN: 433, 442 o 4231, ECCO IL REBUS DI INZAGHI

Filippo Inzaghi a Milanello (fonte foto: www.fourfourtwo.com)
Filippo Inzaghi a Milanello (fonte foto: www.fourfourtwo.com)
Il controverso pareggio ottenuto a Cesena non ha di certo contribuito a migliorare la classifica del nuovo Milan di Inzaghi come tutti, invece, auspicavano. In piú, il mezzo passo falso in terra romagnola, é arrivato solamente cinque giorni dopo un altro pareggio ottenuto contro l’Empoli, un’altra neopromossa. Considerati anche i problemi che stanno incontrando le dirette concorrenti per la corsa alle posizioni che contano, i punti colpevolmente lasciati per strada in queste due trasferte non hanno permesso ai rossoneri di portarsi in testa al campionato delle altre, visto che Roma e Juve stanno facendo e faranno un campionato il loro personalissimo campionato.  Dopo cinque giornate, oltre alla classifica, mister Inzaghi è ora chiamato a migliorare anche la fisionomia della sua squadra considerando che l’ultima partita ha lasciato diversi interrogativi anche dal punto di vista tecnico e tattico.Contro i romagnoli, Inzaghi ha provato per la prima volta dal primo minuto il 4231 con il trio Bonaventura, Menez e Honda a sostegno di Torres. La scelta si é rivelata azzeccata, soprattutto nel primo tempo, per sfruttare al meglio l’enorme potenziale offensivo ma, con il passare dei minuti e con il sopraggiungere della stanchezza, ha finito per sbilanciare ed allungare la squadra esponendola a pericolosi contropiedi come in occasione dell’espulsione di Zapata. Il mister ha riproposto questo modulo dopo il buon secondo tempo di Empoli per cercare di far emergere, contro una squadra sulla carta piú debole, tutte le qualitá offensive dei suoi uomini.Nelle prime quattro giornate, invece, il Milan aveva iniziato le sue partite con un 433; Menez e Torres si sono alternate nel ruolo di centravanti e due tra lo stesso francese, Honda, Bonaventura ed El Shaarawy hanno giocato come attaccanti esterni. Questo modulo é quello che funziona meglio e che ha dato, fin’ora, le risposte migliori; tuttavia richiede un grande dispendio fisico soprtattutto ai centrocampisti ed agli attaccanti esterni. Se in attacco le alternative non mancano ed é quindi possibile mantenere alto il livello fisico e qualitativo ricorrendo ad opportune rotazioni, lo stesso non vale per il centrocampo. Il reparto nevralgico della squadra risulta infatti essere carente sia in termini numerici ma soprattutto qualitativi. A questo proposito l’assenza più pesante è senz’altro quella di Montolivo che nel ruolo di mezz’ala sarebbe stato un tassello preziosissimo nel mosaico del 433 pensato da Inzaghi.A questo punto il rebus su quale sia il modulo migliore per questo Milan resta irrisolto ma il mister é chiamato a dare un’identitá precisa alla sua creatura il piú presto possibile. Un giusto compromesso potrebbe essere quello di optare per un piú classico 442, modulo che garantirebbe una maggiore soliditá difensiva e una migliore copertura del campo. Il rischio, peró, sarebbe quello di vedere una squadra ‘piatta’ che sacrifica le individualita’ ed i colpi di genio degli uomini offensivi (ad esempio Menez) in nome della tattica. Inoltre, la rosa non sembra essere adatta a questo modulo soprattutto per la mancanza di laterali di centrocampo. Uno dei pochi che potrebbe adattarsi al ruolo sarebbe Armero, la cui velocitá, soprattutto a gara in corso, potrebbe essere una buona arma da sfruttare. Infatti, proprio per la mancanza di esterni di ruolo, Inzaghi parla spesso di 424 che dovrebbe poi trasformarsi in 442 in fase difensiva con gli attaccanti esterni chiamati ad un doppio lavoro di sicuro molto dispendioso.Una cosa é certa, il tempo degli esperimenti sta finendo e bisogna risolvere il rebus quanto prima. Fortunatamente le dirette concorrenti per la zona Champion’s stanno avendo anch’esse i loro problemi ma perdere altro tempo ed altri punti sará d’ora in poi deleterio. A prescindere dai numeri la squadra dovrá trovare una fisionomia ed un’identitá precisa ben sapendo che l’equilibrio tattico resta comunque una delle condizioni necessarie per fare bene in campionato. Al mister il compito di risolvere l’enigma ben sapendo che, se da un lato occorre trovare solidità difensiva, dall’altro l’attacco rimane il reparto con maggiore qualità e con il potenziale più elevato e sarebbe un peccato non sfruttarlo a pieno.Gaetano De Pippo

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