MERCATO – MILAN, UNA ROSA DA RIFARE

MERCATO – MILAN, UNA ROSA DA RIFARE

Adriano Galliani, amministratore delegato del Milan
Adriano Galliani (fonte: milanday.altervista.org)
La riapertura del calcio mercato di gennaio si avvicina e, anche in momenti come questi in cui le casse della società sono tutt’altro che piene, il Milan inizia a interrogarsi su come migliorare la squadra e a pianificare i primi colpi da mettere a segno.Due mesi di campionato sono ormai alle spalle e, analizzando la rosa attuale della squadra, ci si rende conto come non tutte le idee avute in estate si siano rivelate tali e soprattutto vincenti. In un anno in cui il Milan deve affrontare solamente il campionato e la Coppa Italia, l’idea iniziale era quella di formare una rosa ristretta formata al massimo da 22-23 giocatori (portieri compresi) con un modulo di gioco di riferimento e due elementi per ruolo. Questo, nelle intenzioni, avrebbe dovuto garantire un buon livello di competitività e avrebbe dovuto creare una sana rivalità nel gruppo.Dopo due mesi la realtà è alquanto diversa: alcune cessioni sfumate (Mexes, Zaccardo ad esempio) o bloccate nelle ultime ore di mercato su richiesta degli interessati, disposti a lottare sul campo per ritagliarsi il loro spazio (Saponara, Niang), hanno fatto si che la rosa a disposizione di Inzaghi sia tuttora sovradimensionata in quanto ammonta a 25-27 giocatori.Il paradosso è che nonostante l’abbondanza numerica alcuni ruoli sono scoperti e quindi la rosa risulta essere squilibrata soprattutto nel reparto offensivo. Il caso più emblematico è quello dei terzini: i titolari sono Abate e De Sciglio ma dopo di loro c’è il vuoto; Amero non ha convinto Inzaghi ed è stato impiegato solo per 14 minuti con Inzaghi che ha preferito impiegare più volte Bonera fuori ruolo. La difesa conta al momento solo due terzini di ruolo, escludendo l’ex Napoli e Udinese,  ma ben 6 centrali (Alex, Rami, Zapata, Mexes, Bonera e Zaccardo).Anche a centrocampo la situazione non è troppo diversa: l’infortunio di Montolivo era noto da tempo ma è innegabile come De Jong o, in alternativa, Van Ginkel abbiano caratteristiche tecniche diverse dal capitano; un altro esempio è il dualismo Poli-Muntari. I due sono spesso entrati in ballottaggio nelle scelte di formazione di Inzaghi ma pur occupando la stessa posizione nel centrocampo a 3, le loro caratteristiche tecniche e fisiche sono molto diverse.L’unico reparto, seppur sovraffollato, in cui sono chiaramente identificabili due giocatori per ruolo è l’attacco ma anche in avanti Inzaghi ha escluso dalle rotazioni Pazzini e Niang aumentando il clan degli scontenti.Tutti i tifosi vorrebbero che a gennaio la società intervenisse con almeno due elementi di qualità (in difesa e a centrocampo) per migliorare la rosa e poter competere per il terzo posto ma, mai come quest’anno, la priorità dovrà essere quella di sfoltire. Gli ingaggi elevati, come sempre, non aiuteranno ma Galliani dovrà essere bravo a piazzare qualche cessione e un paio di colpi in entrata in quei ruoli che risultano essere scoperti. Il consiglio è di lasciar perdere il ‘nome’ e di non concentrarsi sempre e solo sull’attacco perché una rosa competitiva deve essere innanzitutto bilanciata ed equilibrata nei vari ruoli. Probabilmente l’idea teorica di avere due doppioni esattamente intercambiabili per ogni ruolo è pura utopia ma qualche contraddizione di fondo va sicuramente corretta ed eliminata (si veda il rapporto tra terzini e centrali). In una rosa sovradimensionata e squilibrata è più facile che si crei il gruppo degli scontenti e che nei momenti di difficoltà l’allenatore (pur avendo sulla carta grande disponibilità numerica di giocatori) debba nella pratica schierare sempre uno o due elementi fuori ruolo esponendo gli stessi al rischio di critiche e brutte figure e togliendo sicurezza alla squadra.Gaetano De Pippo

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