MERCATO: IBRA CAMBIA LE STRATEGIE DEL MILAN, ECCO COME

MERCATO: IBRA CAMBIA LE STRATEGIE DEL MILAN, ECCO COME

Axel Witsel
Axel Witsel (fonte foto: www.latestanelpallone.com)

Bee Taechaubol vuole cercare di bruciare le tappe, accorciare i tempi il più possibile, e rilevare ufficialmente il 48% delle quote societarie del Milan molto prima rispetto al 30 settembre, termine ultimo per il closing dell’affare previsto dal patto vincolante firmato nei giorni scorsi con il Presidente del sodalizio rossonero, Silvio Berlusconi. L’ingresso dell’imprenditore thailandese in società, che apporterà ben 480 milioni nelle casse meneghine, consentirà al Milan di poter ripianare la quasi totalità delle perdite gestionali degli ultimi anni e di poter disporre di una rinnovata liquidità economica da poter investire sul calciomercato.

Verosimilmente, però, tale somme saranno disponibili soltanto dalla prossima sessione, quella di gennaio. Ed in questo calciomercato estivo, così come fatto dal 1986 ad oggi, la campagna acquisti del Milan sarà finanziata interamente dalla famiglia Berlusconi e da Fininvest. Sono innesti firmati Fininvest, infatti, sia Andrea Bertolacci (20 milioni versati alla Roma), che Carlos Bacca (30) e Luiz Adriano (8), mentre è stato prelevato a costo zero José Mauri, svincolatosi dal Parma. La squadra, però, è ancora incompleta: Siniša Mihajlović pretende un difensore, pretende Alessio Romagnoli, ed il ragazzo arriverà, per una spesa che molto probabilmente sforerà quota 25 milioni di euro.

Naturale quindi ritenere come, per puntellare ulteriormente centrocampo ed attacco, settori che necessitano di due tasselli di qualità per una squadra che ambisca, concretamente, alla lotta per il titolo o perlomeno a rientrare in Europa dalla porta principale, dopo aver speso più di 80 milioni, il Diavolo sia costretto a dover fare i conti della serva. I rossoneri, questo è certo, intendono piazzare, dopo Romagnoli, almeno un altro colpo, se non due. In società, ma non solo, si sognano gli arrivi del 26enne Axel Witsel dello Zenit per il centrocampo ed il ritorno di Zlatan Ibrahimović per l’attacco. Bisogna però essere realistici, e pensare come gli elevati esborsi economici che imporrebbero questi affari renderanno praticamente impossibile l’arrivo di entrambi. Fatto salvo improbabili miracoli di Fininvest o ‘anticipazioni di cassa’ della cordata di imprenditori che fanno riferimento a Bee Taechaubol.

Per Witsel, lo Zenit chiede almeno 30 milioni di euro più bonus: cifra che potrebbe anche essere elargita dal Milan, alla quale, però, andrebbero aggiunti nel capitolato di spesa i 4 milioni di euro netti l’anno per 5 stagioni per il calciatore: totale spesa stimata per Witsel, 70 milioni. Logico quindi pensare che, qualora il Milan decidesse di aver proprio bisogno del belga in mezzo al campo, con tutta probabilità acquisterebbe soltanto l’ex Benfica e Standard Liegi, mollando quindi definitivamente la chimera Ibra ed affidando a Jérémy Ménez, Alessio Cerci ed Alessandro Matri il compito di ‘coprire le spalle’ a Bacca ed Adriano. Al contrario, se il Milan decidesse invece di tentare il tutto per tutto per riprendersi Zlatan Ibrahimović, l’unico “uomo in grado di cambiare il volto della squadra”, e di renderla competitiva da subito per il titolo, viene naturale pensare come le risorse economiche verrebbero dirottate sul già ricco conto dell’attaccante svedese. Al PSG andrebbero 5,5 milioni, ed per Ibra sarebbe già pronto un triennale da 8 milioni netti l’anno bonus inclusi. Totale spesa stimata, 53,5 milioni. A quel punto, ci sarebbe lo ‘spazio salariale’, per mutuare un termine dal basket americano, per poter piazzare anche un altro acquisto in mezzo al campo: magari, quel Roberto Soriano, 24enne della Sampdoria tanto gradito a Mihajlović, abile a fare sia l’interno di centrocampo che il trequartista con egual efficacia.

Bisogna soltanto pazientare, e capire quale sarà la strategia perseguita dai rossoneri nei caldi giorni a venire.

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