MERCATO 2015: PAZZINI-MILAN, STORIA DI UN ADDIO

MERCATO 2015: PAZZINI-MILAN, STORIA DI UN ADDIO

Giampaolo Pazzini in azione, fonte foto Matteo Gribaudi/Image Sport
Giampaolo Pazzini in azione, fonte foto Matteo Gribaudi/Image Sport
Strano il destino, certe volte beffardo. Come quello del Pazzo.Una vita da precario si direbbe. Atalanta, Fiorentina, Sampdoria, Inter e Milan. Queste le sue squadre in carriera, 400 partite, 134 reti. Oltre a 25 presenze in Nazionale con 4 gol. Bei numeri per Pazzini, ma che stranamente non gli sono mai bastati per conquistare un posto fisso nella propria squadra, forse avuto soltanto a Genova, sponda Samp.Arrivato in rossonero nella seconda metà dell’agosto 2012, in cambio del ribelle Cassano e 7.5 milioni di euro, Giampaolo ha giocato alla grande nella sua prima stagione, chiudendo con ben 15 reti. L’anno scorso un infortunio non gli ha permesso di ripetersi, mentre quest’anno con Balotelli via sembrava davvero potesse essere la sua stagione, a trent’anni e nell’apice della maturità calcistica.Ma anche quest’anno sembra che qualcosa non vada. Nonostante Torres non ingrani e, quando lo spagnolo va in panchina, Inzaghi preferisce giocare con un falso nueve davanti piuttosto che con il Pazzo al centro dell’attacco titolare. Come mai? Centra forse il fatto che Giampaolo ha il contratto in scadenza e non si parli mai di rinnovo? Difficile da pensare, dato che sono nella sua stessa situazione ad esempio De Jong e Abate, ma che al contrario del bomber di Pescia, stanno giocando sempre.Pazzini quindi non gioca, o gioca pochissimo, non gli viene data una chance e lui comincia a lamentarsi, anche se non palesemente. D’altronde lui è un professionista e non ha mai creato problemi.Il Milan, però, ora è a un bivio: rinnovare il contratto e puntare su di lui come bomber di scorta, oppure farlo partire a zero a giugno o monetizzare anche in parte cedendolo a gennaio?Tutto quello che si sta venendo ora a creare sembra soltanto una lunga volata d’addio, con Pazzini che se non dovesse giocare da qui a gennaio, davvero potrebbe chiedere di essere ceduto. Per giocare di più, per la continuità, per trovare una dimensione ideale. Quello che ora il Milan non può garantirgli. Le opportunità forse ci saranno, ma pian piano stanno diventando sempre di meno e il Pazzo non può più aspettare.E se a Gennaio addio sarà, lo sarà nel modo migliore per tutti. Per Giampaolo, la sua carriera e i suoi obiettivi. Per il Milan che non può perdere a zero un investimento di diversi milioni di euro spesi solo qualche anno fa. Ma con la sicurezza che se le cose non sono andate benissimo, non è per colpa dell’uno o dell’altro. Forse solo di quel destino beffardo, quel destino da precario. Forse.

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