MENEZ DIPENDENZA, SE NON C’E’ LUI IL MILAN AFFONDA

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Genio e sregolatezza. Il calcio ne ha regalati di personaggi così, capaci di regalare magie ai propri tifosi e alternarli a delle grande pause, quasi prigionieri della ricerca della giocata, anche quando questa non arriva. Una continua ricerca del gesto estetico che spesso risulta poco funzionale alla squadra. Jeremy Menez è di diritto iscritto alla categoria di quei giocatori dotati di talento ma poco continui. E il Milan ne sta risentendo parecchio.Numero 7 rossonero, pesante, come Shevchenko, che ha lasciato un’impronta indelebile nella storia del Milan, è stato protagonista assoluto delle vittorie del Milan in questa stagione. Gol al debutto con la Lazio, spettacolo puro a Parma, dove il gol di tacco entra di diritto nella galleria delle opere d’arte rossonere, una buona prestazione anche contro la Juventus, dove il Milan è stato sconfitto, ma è stato l’unico a tentare di mettere in difficoltà la retroguardia di mister Allegri. Poi, è iniziata la fase altalenante, in cui il Milan ha iniziato ad andare di pari passo con gli umori del francese. Pessimo a Palermo, malissimo domenica contro il Genoa: controproducente, battibecchi con i compagni per il suo egoismo, gol sbagliati, innamorato del pallone. Come si prende i meriti per le vittorie, deve riuscire ad accettare le critiche nei momenti delicati. Alti e bassi che devono finire, per il bene del giocatore, che sembra stia per esplodere da un momento all’altro, e per il Milan, alla ricerca di stabilità, e non di sbalzi di umore.

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