MENEZ-CERCI, LA LEZIONE DA IMPARARE DA ETO’O-EDER

MENEZ-CERCI, LA LEZIONE DA IMPARARE DA ETO’O-EDER

Menez e Cerci, fonte foto Profilo Twitter Menez
Menez e Cerci, fonte foto Profilo Twitter Menez
Nella vita è tutta una questione di equilibrio. Ma che qualche volta non basta. Allora entra in scena un’altra qualità non meno decisiva. Il sacrificio. E se si vogliono ottenere risultati, nelle cose di ogni giorno come nello sport, trovare il giusto mix tra equilibrio e sacrificio è la base.Questo a Bogliasco sembra essere stato capito. Un tecnico, Sinisa Mihajlovic, che fa del temperamento, della grinta e della voglia di combattere sempre, il suo marchio di fabbrica, e che sta riuscendo a far coesistere giocatori molto offensivi tutti insieme che, uniti e con spirito di sacrificio, lottano per la squadra e per la maglia.Vedere il pluridecorato Eto’o, conosciuto in tutto il mondo, ricco e famoso, correre come un ragazzino per tutto il campo, rincorrere gli avversari, saltarli e mettere i compagni in condizione di segnare, beh, è un esempio di come il gioco del calcio dovrebbe essere vissuto.Discorso simile per Eder, fresco neo italiano, che sembra avere una marcia in più sia come freccia offensiva che come difensore aggiunto. Quali parole magiche userà Mihajlovic in settimana non si conoscono, ma si capisce ben presto che i suoi metodi, forse rudi e plateali, riesco a far breccia nella testa e nel cuore dei giocatori della Sampdoria.Esempio, e non solo, di quello che dalle parti di Carnago, per la precisione Milanello, dovrebbero cercare di imparare. Il Milan è in una situazione critica, sia tecnica che tattica. Non solo. I risultati negativi non garantiscono un futuro roseo e i giocatori in campo sembrano non essere uniti in un gruppo che di tale ha forse solo il nome.Menez e Cerci, alter-ego del blucerchiati Eder e Eto’o, sono solo due prime donne che se in giornata ti fanno vincere, ma che intestardendosi in giocate personali, spesso mettono in difficoltà tutta la squadra con la loro indolenza. Troppo discontinui i due ragazzi, nonostante l’enorme classe.Questo è quello che i due dovrebbero cercare di mettere in pratica, per il loro bene e per il bene del Milan. Sacrificio, passione, amore per la maglia. E forse un tecnico che dia bastone e carota, forse più bastone che carota, o forse un tecnico che conosca le parole magiche di Sinisa. O forse proprio Sinisa. 

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