LA PEGGIOR PARTITA DELL’ANNO

LA PEGGIOR PARTITA DELL’ANNO

ecodibergamo.it
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Il 2014 non è stato di certo né un anno positivo né un anno fortunato per il Milan e, di conseguenza, diverse potrebbero essere le partite candidate ad essere scelta come la peggiore dell’anno.Nella mente e negli occhi dei tifosi restano sicuramente, tra le altre, la sconfitta di Udine (senza nemmeno un tiro in porta), le umiliazioni subite a Napoli e a Madrid contro l’Atletico e la sconfitta per 4-2 a San Siro contro il Parma.Tuttavia, ci sentiamo di eleggere come peggior partita dell’anno la clamorosa sconfitta di Bergamo alla penultima giornata del campionato scorso che spense le residue possibilità di conquistare quanto meno un posto per i play off di Europa League. Quella partita non fu di certo giocata peggio delle altre sopra elencate ma racchiuse in soli 90 minuti tutte le contraddizioni e tutti gli errori di un’annata disgraziata a tutti i livelli (società, allenatore e giocatori).Come accennato in precedenza, nonostante tutto quello che era successo nelle giornate precedenti, l’11 Maggio i ragazzi guidati da Clarence Seedorf affrontarono a Bergamo l’Atalanta, ormai salva da tempo e senza ambizioni di classifica, per la penultima giornata di campionato. Il Milan, dal canto suo, era reduce dal successo nel derby grazie al quale era rientrato in piena corsa per conquistare l’ultimo posto utile per l’Europa League.Sin dai primi minuti, i rossoneri sono sembrati molli, compassati e non hanno dimostrato la benché minima intenzione di lottare fino alla morte per conquistare l’obiettivo europeo. Il primo tempo, a parte gli ultimi cinque minuti, è stato giocato dai rossoneri su ritmi da fine stagione: lenti, prevedibili e senza cambi di passo. Honda, preferito a sorpresa a Taarabtsulla trequarti, ha ciondolato in campo senza convinzione e soprattutto senza trovare una vera zona di competenza, Kakà ha confermato di aver esaurito la benzina e Balotelli, come al solito, il più delle volte ha preferito andare a prendersi i palloni largo a sinistra e a trenta metri dalla porta. A ritmi così blandi ovviamente l’Atalanta ha tentato di infilare il Milan ripartendo in velocità, e spesso c’è riuscita. Denis, Moralez e Bonaventura, con l’aiuto frequente e lucido di Brivio a sinistra, si sono scambiati e incrociati spesso, riuscendo a non dare punti di riferimento alla difesa rossonera. La parte centrale del primo tempo è stata un monologo bergamasco con il Milan si è svegliato solamente al 39’, ovvero il minuto della prima conclusione in porta, ad opera di Kakà; due minuti dopo Balotelli ha colpito la traversa su punizione.Nella ripresa Seedorf, che aveva vissuto una settimana molto complicata alle prese con i siluri di Berlusconi, ha buttato dentro ElShaarawy passando dal 4-3-1-2 al 4-2-3-1, con Montolivo avanzato dietro Balotelli. Al 7’ il Milan è riuscito addirittura a passare in vantaggio, grazie a un ottimo cross di Muntari che Bellini ha deviato nella propria porta. I rossoneri però hanno avuto il potere di rovinare una partita che si prospettava in discesa: al 21’ Constant aggancia ingenuamente in area Carmona e Denis dal dischetto non sbaglia. Gli ultimi venti minuti diventano più che altro una guerra di nervi da parte del Milan, che si riversa nella metà campo nerazzurra. Al 46’ Balotelli centra il palo e all’ultimo secondo Brienza trova il classico gol da raccontare ai nipotini scagliando un siluro all’incrocio dei pali difesi dall’incolpevole Abbiati. Mentre l’Atalanta si congeda dal suo pubblico nel migliore dei modi al termine di una stagione assolutamente positiva, il Milan, saluta virtualmente la zona europea dopo averla frequentata ininterrottamente dalla stagione 1999-2000.A Bergamo si è toccato il fondo di una stagione disastrosa e molti tifosi hanno iniziato a non sentirsi più rappresentati da diversi giocatori che hanno dimostrato di non tenere più di tanto alla maglia che indossano.Qualora ce ne fosse ancora bisogno, la Società ha deciso, dopo questa ennesima imbarazzante sconfitta, che era davvero arrivato il momento di riorganizzarsi sotto tutti gli aspetti e provare a ripartire.L’annusorribilis rossonerosi sta finalmente chiudendo: Buon 2015Vecchio Diavolo, con l’augurio di non rivivere più partite come quella in terra Orobica e che i segnali di ripresa di questi ultimi mesi possano definitivamente concretizzarsi con l’anno nuovo.  Gaetano De Pippo

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