JUVE IN FINALE: PROGRAMMAZIONE E INVESTIMENTI. UN ESEMPIO DA SEGUIRE

JUVE IN FINALE: PROGRAMMAZIONE E INVESTIMENTI. UN ESEMPIO DA SEGUIRE

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Lo Juventus Stadium - fonte www.calcioweb.eu
Lo Juventus Stadium – fonte www.calcioweb.eu
L’eliminazione del Real Madrid da parte della Juventus e il conseguente approdo alla finale di Champions League contro il Barcellona del prossimo 6 giugno dimostrano una cosa: il calcio italiano viene sottovalutato parecchio e specialmente all’interno dei confini nazionali ma non è cosi.Vero che la Juventus negli ultimi anni non ha avuto quasi mai degni rivali a contenderle il campionato, ma la doppia sfida contro il Madrid è la dimostrazione che una squadra che abbia organizzazione di gioco, buona condizione psico-fisica e convinzione nei propri mezzi, può giocarsela anche se tecnicamente è inferiore, contro un avversario definito stellare che seppur superiore sulla carta, in questo momento, nei tre aspetti elencati, non era al livello della Juve.E’ vero, il calcio italiano viene da anni non facili, ma la fase tattica soprattutto difensiva da nessuna parte viene studiata e messa in pratica come da noi, dove se ci fossero Ronaldo e Messi, si sognerebbero di mettere a segno tutti quei gol che invece in Spagna realizzano più facilmente ogni anno.La Juve è in finale, completamento di un percorso sportivo iniziato quattro anni fa, con l’avvento sulla panchina bianconera di Antonio Conte. Tre, quattro innesti dal mercato spendendo il giusto senza esagerare, uno stadio nuovo di zecca, una voglia di riscatto all’ennesima potenza da parte di tutto l’ambiente, reduce da due settimi posti nei campionati precedenti, l’umiltà di sapere che il lavoro da fare è parecchio e c’è da tirarsi su le maniche anche da parte di campioni come Buffon e Pirlo, neoarrivato dal Milan.La Juventus è l’esempio che certi risultati si possono raggiungere anche se non siamo più negli anni ’90 in cui il calcio italiano dominava in lungo e in largo, ma come dicevamo dietro c’è un lavoro che  per dare i suoi frutti ha richiesto tempo, ma che ora sta ripagando.Il Milan è in una fase delicata, per ora il progetto di un nuovo stadio che possa incrementare gli introiti fa ben sperare ma ci vuole di più. Bisogna riprendere a seguire i migliori giovani italiani e cercare di soffiarli proprio alla Juventus che anche in questo è prima in Italia, basti pensare alle comproprietà che vanta su Berardi, Zaza, oltre a Gabbiadini e Immobile appena “scaricati” ma da cui ha comunque realizzato un utile vendendoli. Anche il primo Milan di Berlusconi fece così, andando a soffiare alla Juve Donadoni e Lentini e lasciando ai bianconeri solo le seconde scelte, e chi abbia preso poi la Juventus anzichè Donadoni sinceramente non ce lo ricordiamo ma ci sarà un perchè. Inoltre un elemento chiave sono i buoni rapporti che si devono avere con alcune società di Serie A a cui cedere in prestito i propri giovani, dove hanno possibilità di crescere con più calma rispetto a stadi come San Siro che per un ventenne possono risultare prematuri ma dove poi un paio d’anni dopo si potranno affermare. Inoltre fare attenzione alle clausole di questi prestiti: il Milan, se verrà confermato quello di cui si parla da ieri, si è appena fatto sfuggire Saponara perchè ha concesso all’Empoli un diritto di riscatto a 4 milioni che l’Empoli eserciterà.Ecco, le piccole società a volte si salvano grazie ai prestiti fatti dalle grandi, importante alla fine sarebbe sempre farlo ritornare in rossonero. Perchè abbia la possibilità di giocarsela nel posto giusto al momento giusto.

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