JACK E JEREMY: LA STRANA COPPIA

JACK E JEREMY: LA STRANA COPPIA

L'esultanza di Menez e Bonaventura (fonte foto: gazzetta.it)
L’esultanza di Menez e Bonaventura (fonte foto: gazzetta.it)
Non si potrebbero immaginare due profili di giocatore più diversi: il primo Jeremy Menez, francese di Longjumeau, classe 1987, è il classico elemento nato per dividere tifosi e cosiddetti “addetti ai lavori” (allenatori compresi); talentuoso, a tratti geniale, insostituibile perchè decisivo per alcuni, mentre per altri incostante, indolente, bizzoso, anarchico ed indisponente. Ammesso e non concesso che una delle due scuole di pensiero sia più veritiera dell’altra, i numeri, ad oggi, parlano per lui (visto che lui, di suo, parla poco….): 24 presenze, 12 gol, 5 assist. Bene, analizziamo la gara casalinga di domenica pomeriggio contro il Cesena: all’interno della stessa partita convive il Menez che si “incaponisce” nell’ennesimo dribbling (con annesso mancato rientro nel tentativo di rimediare all’errore) invece di provare a dialogare con il compagno meglio posizionato di lui e il Menez protagonista di tutte, dicesi tutte, le azioni pericolose del Milan (gol e palo di Bonaventura ovviamente compresi). E’ vero, si potrebbe obiettare sulla mancanza di continuità, di costanza, sugli eccessi di leziosità. Ma quanto bisogno ha questo Milan di un po’ di imprevedibilità, di fantasia seppur ad intermittenza!Notoriamente i giocatori di talento, decisivi, di personalità, di questi tempi, o stanno in altre squadre o costano troppo per acquistali: e allora, perchè non godersi (soffocando sul nascere, talvolta, il desiderio di inveire contro i suoi momenti “bui” nel corso di una partita) l’unico che magari non varrà, da solo, il prezzo del biglietto ma, almeno, non ti fa venir voglia di chiedere i soldi indietro.Il secondo calciatore è Giacomo Bonaventura, detto “Jack”, italiano di San Severino Marche, classe ’89, tipico giocatore che, invece, tende ad far diventare patrimonio comune le valutazioni positive su di lui. Pochi elementi, in serie A, riescono a gestire con straordinaria naturalezza gli improvvisi e continui cambi di collocazione in campo. Disponibile al sacrificio se necessario, caparbio e deciso quando c’è da lottare, tecnico ma concreto, mai lezioso, incarna quelle caratteristiche che lo rendono il prototipo del calciatore amato dagli allenatori. Anche per lui partiamo da alcuni dati: 22 presenze, 4 gol, 3 assist. Non male per un giocatore pagato all’Atalanta 7 milioni e arrivato quasi per caso (inutile ricordare il caso Biabiany). La domanda appare scontata: l’ennesima rivoluzione di modulo e l’impiego come trequartista sarà la sua collocazione definitiva? Impossibile dirlo. La nuova strategia di Inzaghi sembra, infatti, più dettata dalla disperazione di chi non sapeva più a che schema tattico votarsi (ci manca solo il “WM” di Orrico…), che ad una reale conversione. Solo ravvicinate prestazioni convincenti potranno cementare alcune, oggi ballerine, certezze. Non farebbe male a nessuno un minimo di stabilità.Considerato che appare complicato immaginare, oggi, quale sarà la guida tecnica del Milan della prossima stagione ed ancora più difficile formulare ipotesi riguardo ai nuovi innesti, almeno un elemento si può ritenere inconfutabile; ossia da chi sicuramente è doveroso ripartire: Jack e Jeremy, la strana coppiaMatteo Forner

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