INZAGHI, UN ANNO NEGATIVO NON CANCELLA UNA STORIA MEMORABILE

INZAGHI, UN ANNO NEGATIVO NON CANCELLA UNA STORIA MEMORABILE

Filippo Inzaghi, allenatore Milan
Filippo Inzaghi (fonte foto: giorgiobertozzi.it)
9 agosto 2015. Fanno 42 anni proprio oggi per Filippo Inzaghi. Già, il 9 agosto. Non solo candeline in questa data per Superpippo, che proprio otto anni fa diede vita alla cavalcata Champions del Milan. Dopo esattamente un mese dalla vittoria del Mondiale a Berlino, l’attaccante rossonero rinunciò a parte delle vacanze, per presentarsi a Milanello in forma. E l’andata dei preliminari contro la Stella Rossa ha già il marchio del numero 9: rete decisiva dell’1-0, e al ritorno, proprio nel giorno del compleanno, doppietta, 2-1 e passaggio del turno. Game, set and match. Fino alla finale, alla notte di Atene, con l’ennesima doppietta decisiva.Il gol, specialità della casa. Emiliano Mondonico disse di lui: “Non è Inzaghi ad essere innamorato del gol, ma il gol ad essere innamorato di Inzaghi”. E infatti il personale rapporto continua. Nuove reti, tra campionato ed appuntamenti illustri – leggasi Supercoppa Europea e Mondiale per Club nel magico 2007 -. E poi ancora la doppietta con il Real Madrid, gli infortuni, i ritorni, lo scudetto (in cui mette nuovamente lo zampino), fino all’addio con il Novara, nel giorno delle leggende e delle lacrime dei vari Gattuso, Zambrotta, Van Bommel. Lui non piange, si commuove alla fine della partita. Prima lascia il timbro come sa fare: nella sua 300esima partita con il Milan segna, regalando la vittoria per 2-1 ai rossoneri. Fanno 126 gol totali, in tutti i modo: destro, sinistro, testa, rigore, zampata, fuorigioco, pure di petto – nella finale di Atene -. Tutti accompagnati da quell’immancabile corsa a braccio alzato verso il cielo.Finita la carriera, il rapporto Inzaghi-Milan non poteva finire. E così l’avventura con gli Allievi, poi la Primavera, quindi la Prima Squadra. Un anno difficile, da dimenticare. Inesperienza pagata, ma il passato non può essere cancellato così. Auguri Pippo, il ricordo di quel braccio puntato verso la Curva Sud resterà indelebile nel cuore di tutti.Luca Fazzini (Twitter: @_lucafazzini)

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