INZAGHI SOTTO PROCESSO: LE SCELTE DISCUSSE E DISCUTIBILI

INZAGHI SOTTO PROCESSO: LE SCELTE DISCUSSE E DISCUTIBILI

Filippo Inzaghi (fonte foto: www.calcioblog.it)
Filippo Inzaghi (fonte foto: www.calcioblog.it)
Due sole vittorie nelle ultime 11 partite e 12 punti totali, ben 8 gol subiti su calcio d’angolo da inizio stagione sono alcuni dei numeri che inchiodano la squadra ed Inzaghi alle proprie responsabilità: la crisi rossonera è ormai un dato di fatto inequivocabile e, nonostante i buoni propositi di inizio stagione e i continui attestati di stima e fiducia da parte della dirigenza, anche Inzaghi è finito sotto processo.Fatta eccezione per i primi 15 minuti contro il Sassuolo e per i primi 5 minuti contro il Torino la squadra non è praticamente esistita ed è bene ricordare che contro i granata ha faticato moltissimo già ben prima di rimanere in dieci per l’espulsione di De Sciglio.Il Milan sta mancando di personalitá, qualitá, grinta e corsa: se sulle prime due caratteristiche, vista la rosa a disposizione del mister, c’erano molti dubbi giá in estate, le ultime due stanno progressivamente venendo meno nelle ultime partite (fatta eccezione per Napoli e Roma).Analizzando il gioco, i rossoneri hanno progressivamente perso la buona abitudine di inizio campionato di inserirsi negli spazi; in piú quasi nessuno si propone senza palla, va in profondità dando al compagno una buona opzione di passaggio. Questo scarsissimo dinamismo rende la manovra rossonera prevedibile e permette agli avversari di alzare il baricentro, anticipare e ripartire già nella metà campo del Milan.Anche dal punto di vista tecnico e tattico le ultime scelte di Inzaghi sono state molto discutibili ed hanno iniziato a far storcere il naso a qualcuno anche in società: già contro il Sassuolo erano parse quantomeno discutibili non tanto le scelte iniziali di formazione (tra infortuni e squalifiche erano quasi obbligate) quanto le sostituzioni; Rami ed Essien erano palesemente fuori ruolo e fuori condizione e potevano essere sostituiti già dopo i primi 45 minuti mentre Pazzini poteva e doveva essere inserito, al posto di Cerci, già sull’1-1 perché una squadra come il Milan, in casa, ha il dovere di provare a vincere una partita inserendo un centravanti di ruolo.Contro il Torino, nonostante il pareggio, la formazione e le sostituzioni non sono state certamente migliori: Inzaghi ha, infatti, lasciato fuori sia El Sharaawy (dopo averlo difeso in conferenza stampa) sia il tanto agognato e desiderato Cerci preferendo un Niang ormai sul piede di partenza e completamente fuori dai meccanismi di gioco. Sulla stessa fascia dell’attaccante francese c’era poi un De Sciglio in condizioni pessime che ha finito inevitabilmente per prendere due cartellini gialli al cospetto di un Darmian che correva almeno il doppio.  Nonostante queste contraddizioni e nonostante aver praticamente rinunciato a giocare, il Milan stava conducendo il risultato in porto e, proprio quando la spinta del Toro sembrava essersi via via esaurita, Inzaghi ha effettuato il cervellotico cambio Alex-Menez scatenando molti dubbi e perplessità: la scelta, seppur in inferiorità numerica, di sostituire l’unico giocatore in grado di cambiare ritmo o far salire la squadra per inserire un difensore “contro i pericoli in area da calcio piazzato” e subire un gol proprio dalla situazione appena descritta, è inquietante e paradossale. Con questo cambio Inzaghi ha consegnato definitivamente la partita al Torino alzando bandiera bianca ancor prima di subire il pareggio; se Menez aveva davvero esaurito la benzina, sarebbe stato meglio inserire uno tra Pazzini e Cerci in modo da dare comunque un punto di riferimento (il Pazzo) alla squadra o in modo da lasciare un elemento fresco e veloce (Cerci) in avanti pronto a sfruttare anche la minima possibilitá di ripartenza e costringendo almeno 2 difensori granata a presidiare comunque la loro metá campo difensiva.Con l’assurdo 5-4-0 finale, invece, il Milan si é definitivamente consegnato agli avversari, e come se non bastasse, il terzo centrale in area di rigore (probabilmente mai provato nemmeno in allenamento) ha finito per rompere i buoni meccanismi che la coppia Mexes-Rami era riuscita a creare durante la partita.Partiamo dal pressupposto che, benché in 10 contro 11, il Milan, non può essere paragonato a una qualsiasi squadretta provinciale, che per la prima volta si trova a giocare in serie A; un atteggiamento ed un modulo del genere, infatti,  non sono consoni nemmeno se associati ad una neopromossa e, se proprio non ci fosse stata alternativa, si sarebbe dovuto proporre negli ultimissimi minuti e non a piú di un quarto d’ora dalla fine.Sia contro il Sassuolo che contro il Torino, infine, la squadra ha palesato anche degli evidenti limiti di corsa e di condizione atletica con diversi elementi completamente fuori forma: é lecito dunque chiedersi anche come Inzaghi ed il suo staff abbiano gestito le due settimane di sosta ed il richiamo di preparazione svolto prima a Dubai e poi a Milanello perché é che alquanto discutibile che una squadra impegnata solo in campionato e che finisce molto bene il mese di Dicembre, si ripresenti in campo dopo la sosta in condizioni fisiche tutt’altro che buone.Oltre alle difficoltá tecnico tattiche, Inzaghi sta iniziando ad avere anche problemi personali dentro lo spogliatoio dove gli idilli e le buone parole di inizio stagione sembrano ormai un lontano ricordo: Pazzini ed El Sharaawy sono soltanto due dei musi lunghi di milanello ma questa, seppur altrettanto importante, é un’altra storia. Gaetano De Pippo

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