INZAGHI, QUALE CAMBIAMENTO?

INZAGHI, QUALE CAMBIAMENTO?

Filiippo Inzaghi (fonte foto: ansa.it)
Filiippo Inzaghi (fonte foto: ansa.it)
18 punti e settimo posto in classifica: qualcosa non torna nel rendimento del Milan di Inzaghi in questo inizio di stagione.  Dopo un’annata disastrosa come quella precedente, giustamente la società sta garantendo il massimo appoggio e il massimo supporto al suo tecnico e certamente continuerà a farlo anche nei prossimi mesi. Anche l’entusiasmo dei tifosi si sta comunque mantenendo a livelli accettabili (se comparati alla depressione collettiva dello scorso campionato), sia per quello che Pippo ha rappresentato per tutti i rossoneri sia perché in queste 12 partite si sono comunque intravisti sprazzi di bel gioco e di un progetto seppur ancora in fase embrionale.Lasciando da parte però i sentimenti e le buone intenzioni, è doveroso analizzare i freddi numeri che fotografano una situazione molto meno rosea di quello che possa sembrare. 18 punti in 12 partite, frutto di sole 4 vittorie, 2 sconfitte e ben 6 pareggi che, sembra banale a dirsi, nell’era dei tre punti equivalgono a delle mezze sconfitte. Quello che preoccupa maggiormente non è tanto il distacco dal terzo posto, attualmente di soli 4 punti, ma il trend di risultati che la squadra ha intrapreso dopo l’ultimo successo di Verona datato 19 Ottobre. Il Milan, infatti, sta mantenendo il ritmo di 1.5 partita che, proiettati sulle 38 giornate di campionato, darebbero come conteggio finale 57 punti; curiosamente 57 sono proprio i punti con cui i rossoneri hanno concluso lo scorso campionato, rimanendo esclusi anche dai play-off di Europa League.Sorge spontaneo chiedersi cosa sia davvero cambiato dalla gestione Seedorf a quella Inzaghi, se non altro dal punto di vista dei risultati: anzi, nelle sue prime 12 partite l’ex numero 10 aveva totalizzato 20 punti, 2 in più rispetto ad oggi. Senza rimpiangere il passato, il messaggio che deve assolutamente passare è che con questa media punti il Milan potrebbe raggiungere, al massimo, l’ultimo posto per i preliminari di Europa League, sempre se le avversarie tenessero un ritmo inferiore a quello tenuto l’anno scorso da Parma e Torino. Volendo pensare piú in grande, come é giusto che sia per una squadra che, nonostante tutto, si chiama pur sempre Milan, bisogna mettere nel mirino i 78 punti con cui il Napoli, sempre l’anno scorso, si garantì il tanto sospirato terzo posto. Per raggiungere tale quota occorre tenere un ritmo di 2.01 punti a partita, il che significa che il Milan, per avere speranze concrete, dovrebbe aumentare almeno mezzo punto a partita il suo rendimento.Come fare? Guardando la matematica basterebbe ridurre il numero dei pareggi anche al costo di incappare, ogni tanto, in qualche sconfitta ma cercando sempre e comunque di ottenere i 3 punti; guardando il campo, invece, Pippo è costantemente al lavoro e, con la fiducia ed il supporto di tutti, è chiamato a dare nuovo slancio ai risultati della squadra in modo da rimanere in corsa per un traguardo che, nonostante tutto, resta ancora alla portata.Gaetano De Pippo

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