INZAGHI, PIU’ LITIGI CHE PUNTI. ORA E’ GUERRA CON DESTRO

INZAGHI, PIU’ LITIGI CHE PUNTI. ORA E’ GUERRA CON DESTRO

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Pippo Inzaghi, tecnico rossonero (Fonte: www.repubblica.it)
Pippo Inzaghi, tecnico rossonero (Fonte: www.repubblica.it)
Nelle sue interviste post-partita, dai più definite prevedibili e noiose, un punto fermo sul quale Inzaghi ha sempre messo la mano sul fuoco è stato che la squadra è con lui e lo segue in quelli che sono i suoi dettami tecnico-tattici e se così non fosse non ci sarebbero più stimoli per continuare ad allenarla. Queste frasi le abbiamo sentite dall’inizio della stagione ma proprio nell’arco del campionato ci sono stati vari episodi che potrebbero far pensare che la fiducia nell’allenatore da parte della squadra non sia poi così totale o che quanto meno non tutti la pensino alla stessa maniera.Pensiamo al caso Muntari, protagonista inizialmente di una reazione spropositata dopo una sostituzione a Torino cui è seguito un lungo periodo di panchine che poi è sfociato nella richiesta ufficiale alla società da parte del procuratore del giocatore di non essere più portato in panchina fino al termine stagione (cosa alquanto singolare). Pensiamo poi alle voci circa una presunta lite in spogliatoio con Alessio Cerci a fine partita poi smentite da Inzaghi, proprio quel giocatore per il quale il mister piacentino si è battuto tanto per ottenerlo in sede di mercato prima durante l’estate scorsa e poi riuscendolo ad acquisire a gennaio per poi accantonarlo quasi subito alla panchina. E che dire del post-gara di Udine, forse la più brutta partita della stagione del Milan, nel quale c’è chi dice che De Jong abbia risposto per le rime a Inzaghi che accusava i suoi giocatori di non essere degni di indossare la maglia rossonera. Più il tempo passa, più emergono e filtrano scricchiolii dallo spogliatoio del Milan. Nel frattempo si è andati a Napoli a rimediare l’ennesima figuraccia e la pubalgia di Rami è misteriosamente diventata ingestibile da parte del giocatore che ci aveva convissuto per mesi dopo aver saputo che non sarebbe stato titolare al San Paolo. Partita che ha registrato anche i dubbi di Destro al momento del cambio con Pazzini, un Destro immortalato dalle telecamere mentre chiede spiegazioni sul cambio a Tassotti senza ricevere risposta.Certo tutti questi sfoghi fanno parte del gioco e ne abbiamo visti fare anche in squadre che ottenevano migliori risultati, ma il dubbio che sorge spontaneo è sulle qualità di un allenatore dalla poca esperienza come Inzaghi che, nonostante l’impegno profuso, non riesce ad ottenere la massima fiducia dal suo gruppo ed i conseguenti risultati sul campo. Mancano poche partite e tutti non vedono l’ora che questa stagione termini al più presto ma non possiamo non chiedercelo….il prossimo chi sarà?

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