INZAGHI, PAZZINI E LA FINE DI UN TABU’: ANCHE IL VERO NUEVE FUNZIONA

INZAGHI, PAZZINI E LA FINE DI UN TABU’: ANCHE IL VERO NUEVE FUNZIONA

Giampaolo Pazzini in azione, fonte foto Matteo Gribaudi/Image Sport
Giampaolo Pazzini in azione, fonte foto Matteo Gribaudi/Image Sport
Oltre ad aver tenuto in corsa il Milan Coppa Italia, l’unico trofeo che il Milan potrebbe alzare questa stagione, la vittoria di martedì è servita anche per restituire fiducia al gruppo, ma soprattutto a dare indicazioni importanti a Filippo Inzaghi per quanto riguarda giocatori e tattica. Contro il Sassuolo, per la prima volta dopo tantissimo tempo, l’allenatore ha schierato un tridente con una prima punta di ruolo e finalmente i risultati si sono visti. Importante, da questo punto di vista, il ruolo di Alessio Cerci. Inzaghi lo voleva sin dall’estate e abbiamo capito il perchè. Nonostante il ritardo di condizione sia evidente l’ex Atletico ha messo in mostra le sue qualità: capacità di saltar l’uomo, rapidità e abilità nel cross.Tutte cose che si sposano perfettamente con lo stile di gioco di Giampaolo Pazzini che non ha caso è riuscito a sbloccarsi proprio su un cross perfetto di Cerci. Nella ripresa poi il “Pazzo” ha sfiorato il gol ed è stato pericoloso in altre occasioni. Segnali importanti per un attaccante, ma che si vanno ad aggiungere ad altre buone notizie. Dopo la sofferenza contro Torino e Sassuolo (in campionato) si è visto finalmente un Milan meno schiacciato nella sua metà campo e schierato più alto, anche in questo senso la presenza di una prima punta vera ha aiutato, Pazzini infatti è bravissimo a ricevere palloni lunghi e proteggere il pallone per far poi ripartire l’azione con un passaggio alle ali oppure ai centrocampisti che si inseriscono.C’è poi la prestazione di Stephan El Shaarawy, sembra che anche il “Faraone” si sia trovato più a suo agio con un punta statica piuttosto che in un tridente “mobile” in cui è costretto spesso a cambiare posizione. Schierato a sinistra come sempre El Shaarawy ha trovato spazi importanti, visto anche l’impegno dei difensori centrali che hanno fatto a sportellate con Pazzini per tutto il match, per partire largo palla al piede ed accentrarsi. Il gol non è arrivato, ma rispetto alle ultime prestazioni quello di martedi è sicuramente un El Shaarawy migliore.Inzaghi insomma, torna a casa con qualche certezza in più, ma anche qualche dubbio, anche in relazione a quanto successo sul mercato. Pazzini resterà fino a fine stagione e la squadra sembra gradire la sua presenza nell’11 titolare, difficile quindi riportarlo in panchina come se niente fosse, d’altro canto però Menez resta un titolare inamovibile. La soluzione ideale potrebbe essere un nuovo modulo, un 4-2-3-1 che preveda Menez alle spalle di Pazzini, con El Shaarawy e Cerci liberi di agire sugli esterni. Un modulo molto offensivo, che richiede però un lavoro importante a centrocampo, lavoro che De Jong e Montolivo hanno dimostrato di poter svolgere egregiamente durante la gestione Seedorf.

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