INZAGHI E QUEI PARAGONI SCOMODI: DA ANCELOTTI A FERGUSON, PASSANDO PER GUARDIOLA

INZAGHI E QUEI PARAGONI SCOMODI: DA ANCELOTTI A FERGUSON, PASSANDO PER GUARDIOLA

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Pippo Inzaghi, tecnico rossonero (fonte foto: www.ilgiorno.it)
Pippo Inzaghi, tecnico rossonero (fonte foto: www.ilgiorno.it)
Filippo Inzaghi non sta certo passando un momento felice alla guida del Milan, per le brutte prestazioni della squadra e per i risultati molto negativi: i rossoneri non vincono dal 14 Dicembre 2014, un mese e mezzo fa.Il tecnico è già sulla “graticola” e la panchina scotta sempre di più, i tifosi non sono giustamente contenti del rendimento della squadra, la fiducia della società – Berlusconi e Galliani soprattutto – inizia a venire meno, si fanno insistenti le voci di possibili successori per la prossima stagione, da Montella a Spaletti, fino a Conte.Il Milan è in questa brutta posizione di classifica per una serie di motivi, non soltanto per demerito di Inzaghi, ma uno dei difetti principali imputabili all’ex bomber rossonero è sicuramente la mancanza di esperienza nel calcio che “conta”: ultimamente sono “fioccati” i paragoni con grandi allenatori ancora in attività, primo fra tutti Ancelotti: il mister di Reggiolo – attualmente al Real – prima di iniziare la serie di grandi trionfi, aveva allenato la Reggiana e il Parma, due provinciali di tutto rispetto che gli permisero di “farsi le ossa”. Ancelotti ha allenato due anni alla Juventus, conseguendo due secondi posti che – sia sa – a Torino equivalgono ad una disfatta: infatti venne soprannominato il “perdente di successo”. Sappiamo tutti che è diventato uno degli allenatori più vincenti e uno dei più bravi a gestire i giocatori.Altra similitudine c’è stata con Ferguson: alla guida del Manchester United per trent’anni, è stato allenatore, manager, una sorta di “totem” dei Red Devils, ha collezionato trionfi, successi, consensi, diventando l’allenatore più “longevo” dal punto di vista calcistico nella storia di questo sport.Il paragone più “impietoso” e anche più “impari” però è stato quello con Guardiola, che al primo anno da allenatore con il Barcellona (con alle spalle la sola esperienza nella squadra giovanile dei catalani) vinse il campionato e poi successivamente due Champions League, Coppe del mondo per club, campionati a ripetizione, divenendo uno degli allenatori giovani più forti di sempre; il paragone tra Inzaghi e lo spagnolo è impietoso, perché Guardiola senza esperienza vinse e convinse subito nei blaugrana, mentre Inzaghi sta guidando il Milan in una delle sue stagioni peggiori.A parziale discolpa del povero allenatore piacentino, va detto che il Barcellona di Guardiola era zeppo di fuoriclasse come Messi, Xavi, Iniesta, gente che ha scritto pagine indelebili di storia del calcio con la “esse maiuscola”, mentre i rossoneri attualmente annoverano tra le loro fila giocatori buoni, ma non fenomeni.Auguriamo ad Inzaghi di avere tanti successi, ma crediamo che collezionare un bagaglio di esperienza in una squadra provinciale, anche se minimo, sia fondamentale per allenare poi un “top” club.

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