INZAGHI E LA PUNTA CHE (NON) SERVE

INZAGHI E LA PUNTA CHE (NON) SERVE

Jeremy Menez esulta dopo un gol (fonte foto: gazzetta.it)
Jeremy Menez esulta dopo un gol (fonte foto: gazzetta.it)
Fernando Torres, Giampaolo Pazzini e M’Baye Niang. Queste le prime punte del Milan, tante in una squadra qualsiasi, un’enormità in una squadra,come quella guidata da Filippo Inzaghi, che gioca senza una prima punta classica. Al netto delle discussioni di questi mesi sul “falso nueve” e della presa si posizione di Filippo Inzaghi e Adriano Galliani sul giocatore francese, resta il fatto che il Milan ha rinunciato da tempo ad un vero e proprio uomo d’area.Per questo motivo le voci di mercato che vorrebbero il Milan alla ricerca di un altro “vero nueve” stonano, non poco, con quello che si è visto in questi ultimi match del 2014. I rossoneri sembrano avere finalmente trovato la loro dimensione e del resto è difficile imputare solo ed esclusivamente a Fernando Torres la colpa della sua pessima media gol. Lo spagnolo raramente è stato messo nella condizione di offendere, il Milan gioca sulle ripartenze e nonostante la presenza di due ali e di una difesa a quattro con i terzini che dovrebbero spingere sulle fasce, di palloni buoni, per per il numero 9, ne sono arrivati pochissimi.Ammesso e non concesso quindi che si riescano a cedere davvero Torres o Pazzini (o entrambi) è impossibile non chiedersi se le cose potrebbero cambiare con l’arrivo di uno tra Matri, Destro e Immobile, tutti giocatori accostati al Milan in queste ultime settimane. Una soluzione potrebbe essere quella di arretrare Menez, al momento l’unico a fare gol con continuità, sulla linea dei due fantasisti, magari in coppia con Bonaventura, l’altro uomo di copertina di questo Milan, e dare una chance importante ad una prima punta classica. Una soluzione questa, che si potrebbe provare anche con Fernando Torres, prima punta rapida a cui piace giocare in verticale, più difficile da attuare invece con Pazzini. Il sacrificato, ancora una volta rischierebbe di essere Stephan El Shaarawy che potrebbe invece tornare di moda se Inzaghi dovesse provare il 4-3-1-2 tanto caro a Silvio Berlusconi. In quel caso Menez potrebbe giocare dietro le punte o come seconda punta, ruolo perfetto anche per El Shaarawy, Honda potrebbe tornare nel vecchio ruolo di numero 10 e davanti ci sarebbe spazio per una prima punta. Tutte soluzioni interessanti e che potrebbero prendere corpo anche in base a quello che succederà sul mercato. La sensazione è che Galliani proverà a rimescolare la carte, ma i vincoli di bilancio impediranno colpi ad effetto e forse, in assenza di grandi rivoluzioni, si deciderà di continuare con questi giocatori, almeno fino a giugno.

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