INZAGHI E LA PRIMA JUVENTUS DI CONTE COME ISPIRAZIONE: LE ANALOGIE

INZAGHI E LA PRIMA JUVENTUS DI CONTE COME ISPIRAZIONE: LE ANALOGIE

Fonte: it.eurosport.yahoo.com
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Inzaghi e Conte. Così diversi, così uguali.Da giocatori, attaccante l’uno, centrocampista coriaceo l’altro. Pippo animale d’area, Conte animale di metà campo. Ma con punti in comune: l’infinita grinta, il non mollare mai, il lottare su ogni pallone.E le loro squadre oggi sono così. Si riconoscono da lontano, rispecchiano in ogni centimetro i propri allenatori.La Juventus di Conte, o meglio, la prima Juventus di Conte, è una squadra molto simile a questo Milan di Inzaghi. Conte arriva a Torino da una stagione non troppo positiva a Bergamo e viene definito l’integralista del 4-2-4. Inizialmente anche la Juventus sembra dovesse giocare così. A seconda delle gare, però, il tecnico leccese alterna al suo modulo preferito anche il 4-3-3. Giocatori che l’anno prima venivano da un annata negativa con Del Neri, ora sembrano rinati. C’è voluto tempo, ma a gennaio partono le sperimentazioni di quello che poi diventerà il nuovo modulo di Conte, quel 3-5-2 che ha portato la Juventus a vincere tre scudetti consecutivi. Cambiano i moduli, restano le caratteristiche fondamentali: grinta, cuore, corsa, gioco offensivo.E il Milan di Inzaghi sembra essere nato sulla falsa riga di quella Juventus. Forse la sola differenza è nella provenienza dell’allenatore, dato che Conte aveva già allenato, mentre Inzaghi proviene dalla Primavera, ma le linee guida sono molto simili: allenatori con i colori sociali stampati addosso e la voglia di dare tutto per la maglia.Come Conte, Inzaghi sembra voler rigenerare giocatori considerati superflui, come Alex, Menez ed El Shaarawy. Come quello di Conte, il gioco del Milan di Inzaghi, fa delle ripartenze, del gioco d’attacco, della corsa e del pressing i suoi punti di forza.Come l’ex allenatore bianconero, Super Pippo alterna diversi moduli, il 4-3-3 di base, con il 4-2-3-1 in alternativa, e si basa su una formazione semi titolare nella quale sono pochi i giocatori da alternare. Turnover limitato quindi.Si, certo, si è ancora all’inizio, e fare paragoni è prematuro, ma le analogie ci sono e sono palesi. Anche Galliani lo ha sottolineato più volte: i due sono molto simili, e forse Pippo è stato scelto anche per quello, essendo completamente diverso dal rivoluzionario anarchico Seedorf.Le premesse quindi per sognare ci sono. I segnali sono incoraggianti e l’entusiasmo sta tornando. E questo è già qualcosa di incredibile dopo la depressione dello scorso anno. Ora solo il tempo dirà se il Milan di Inzaghi diventerà come la Juve di Conte. I tifosi rossoneri lo sperano, perchè vedono in Pippo quello che fino ad ora mancava: l’amore per la maglia con un cuore grande, immenso. E questa è già una vittoria. Per tutti.

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