INZAGHI-ALLEGRI-SEEDORF: MEDIA PUNTI E DATI A CONFRONTO

INZAGHI-ALLEGRI-SEEDORF: MEDIA PUNTI E DATI A CONFRONTO

Allegri e Seedorf (fonte foto: www.domusbetblog.it)
Allegri e Seedorf (fonte foto: www.domusbetblog.it)
La sosta di metà novembre è, da sempre, una buona occasione per tracciare un primo bilancio della stagione considerando che più di un quarto di campionato è ormai andato in archivio. Prima di immergerci nelle due settimane, che si preannunciano lunghe ed estenuanti, di vigilia del derby, mettiamo a confronto i risultati e qualche numero della squadra di Inzaghi con quelli dei suoi predecessori più recenti.Nello scorso campionato, all’undicesima giornata, il Milan guidato da Massimiliano Allegri veniva sconfitto per 2-0 in casa dalla Fiorentina collezionando la quinta sconfitta di quel disastroso avvio di campionato: dopo 11 giornate, infatti, il Milan aveva messo insieme la miseria di 12 punti frutto, appunto, di ben 5 sconfitte, di 3 pareggi e di sole 3 vittorie; anche la differenza reti faceva realizzare un saldo negativo di -2 (17 gol fatti e 19 subiti).L’esonero di Allegri, arrivato proprio all’ultima giornata del girone di andata, consente un paragone attendibile con la gestione Seedorf, a paritá di partite giocate e di avversari (seppur a campi invertiti). Con Clarence in panchina, la squadra è sicuramente migliorata e nelle prime 11 partite del girone di ritorno mise insieme 17 punti grazie a 5 vittorie, 2 pareggi e 4 sconfitte. Sempre all’undicesima giornata il Milan si prese la rivincita al Franchi restituendo ai viola il 2-0 subito all’andata e “salendo” al dodicesimo posto con 39 punti complessivi.17 sono, curiosamente, anche i punti messi insieme nelle prime 11 giornate di questo campionato dalla squadra di mister Inzaghi. Il bilancio attuale recita 4 vittorie, 5 pareggi e 2 sconfitte con un saldo positivo di +4 nella differenza reti (20 gol fatti e 16 subiti). E’ vero che il Milan di Inzaghi perde poco ma 5 pareggi sono troppi considerando anche che sono stati ottenuti contro avversari non certo irresistibili.Volendosi spingere ancora piú nel dettaglio, i conti sulla media punti sono presto fatti: Allegri viaggiava ad una media di 1.09 punti a partita che, se mantenuta per tutto il campionato, avrebbe fatto raggiungere alla squadra la miseria di 41 punti, quota che fino a qualche stagione fa poteva anche significare retrocessione. Con Seedorf ed Inzaghi le cose vanno leggermente meglio anche se, questo andamento, non autorizza più di tanto sogni europei. 17 punti in 11 partite corrispondono, infatti, ad una media di 1.54 punti a partita che proiettati a fine campionato diventerebbero 58; il paragone, anche in questo caso, è presto fatto perché l’anno scorso il Milan chiuse fermandosi a 57 punti e restando fuori anche dall’Europa League.Anche se il calendario delle prossime partite non aiuta, urge cambiare marcia per rimanere attaccati quanto meno al treno per l’Europa League: l’attuale media punti rischierebbe di tener fuori anche quest’anno il Milan da tutte le competizioni europee se si considera che l’anno scorso, per superare il Parma sul campo, sarebbero serviti 59 punti. Siamo convinti che una squadra dal blasone e dalle ambizioni del Milan non debba comunque fermarsi a speculare sui punticini ma, per stare tranquilli, deve puntare a superare abbondantemente almeno i 60 punti per garantirsi una qualificazione tranquilla almeno in Europa League. Il sogno di tutti è il terzo posto ma come si diceva in precedenza, è obbligatorio accelerare: l’anno scorso il Napoli di Benitez collezionò 78 punti e tutto lascia pensare che anche quest’anno ne serviranno altrettanti per rimanere in corsa fino all’ultima giornata. 78 punti si raggiungono mantenendo un ritmo di 2.01 punti a partita il che significa che il Milan dovrebbe aumentare di un buon 0.5 il suo rendimento: lasciando da parte la matematica, per restare in corsa e lottare fino all’ultimo occorre pareggiare molto meno e vincere di più, soprattutto contro avversari di basso livello, al costo di incappare in qualche sconfitta non pronosticata. Sembra banale ma nell’era dei 3 punti a vittoria con i pareggi, alla lunga, si finisce per essere penalizzati. Gaetano De Pippo

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