IL MILAN DEI RECORD…NEGATIVI. TUTTI I DATI

IL MILAN DEI RECORD…NEGATIVI. TUTTI I DATI

Pippo Inzaghi, tecnico rossonero (Fonte: www.radiocitylight.com)
Pippo Inzaghi, tecnico rossonero (Fonte: www.radiocitylight.com)
Il Milan dei record. E non stiamo parlando di quello targato Capello, delle 58 partite senza sconfitte, ma di quello odierno. Ma come è possibile che il Milan di oggi sia un Milan dei record? Semplice. Sì, dei record…negativi.Analizzando la stagione che sta per concludersi, la truppa di Filippo Inzaghi ha collezionato brutte figure, tante e troppe sconfitte, una marea di gol incassati e soprattutto pochi, ma davvero pochi punti. L’attuale stagione rossonera è stata la peggiore dei 16 campionati a 20 squadre sinora disputati. E sono i numeri a dirlo, statistiche inconfutabili.In 36 gare, infatti, il Milan ha conquistato soltanto 46 punti, frutto di 11 vittorie, 13 pareggi e ben 12 sconfitte, con una media di 1,27 punti a partita. Se si pensa che in genere la soglia salvezza sia fissata a 40 punti, già la stagione si descrive da sola. Una media-punti da una squadra che lotta dunque per salvarsi, corroborata da una quantità di reti subite che fanno quasi impallidire una squadra di Zeman, ben 49. Sono quindi 1,36 i gol incassati a partita, contro 1,38 reti realizzate. Un quasi pareggio che deve far riflettere. Il tanto osannato attacco rossonero, che quasi si equivale con una difesa colabrodo che mai nella storia rossonera aveva subito così tanto.Un dato preoccupante è, invece, il numero di sconfitte che ha superato quelle delle vittorie: 13 a 12. Le poche vittorie rappresentano un record societario ma al contrario, mentre l’alto numero di pareggi è lo stesso della scorsa stagione, quando in panchina sedevano prima Allegri e poi Seedorf. E le ultime due gare che poco possono aggiungere ad una stagione da dimenticare. Torino in casa e l’Atalanta in trasferta, per modificare in positivo questo trend da mani nei capelli. Di sicuro, il Milan di Inzaghi raggiungerà una quota punti di almeno tre lunghezze inferiore a quella dello scorso anno.E poi il grande nervosismo, figlio di un gioco inesistente e di una fragilità psicologica che si può notare ad ogni partita. Con l’ultima gara contro il Sassuolo, il Milan arriva a 12 espulsioni in Serie A, che è il dato peggiore anche della stagione 1996/97 con 10 espulsioni, altra annata disastrosa dell’era Berlusconi. Tra le tante espulsioni, ben 5 sono state inflitte con un rosso diretto: Diego Lopez, Zapata, Mexes, De Sciglio e Suso.Numeri che fanno restare a bocca aperta. Numeri che hanno portato il presidente Berlusconi a scaricare Inzaghi e ad aprire ad altro. Perché forse il Milan ha bisogno di altro, di nomi diversi e di un gioco diverso. Se si continua così, anche il tifoso più amorevole corre il rischio di disinnamorarsi. E la società non vuole questo.Se per rinascere serve una rivoluzione, che sia. Ma che si faccia presto, perché il tempo passa, e con essa le emozioni e la passione.  

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