GALLIANI: “INZAGHI HA CAPITO COME GIOCARE”. ECCO LA FORMAZIONE TIPO

GALLIANI: “INZAGHI HA CAPITO COME GIOCARE”. ECCO LA FORMAZIONE TIPO

Adriano Galliani, amministratore delegato del Milan, e Filippo Inzaghi, allenatore del Milan
Galliani e Inzaghi (Fonte foto: www.sportmediaset.mediaset.it)
“Ora Inzaghi ha capito come giocare”, parola di Adriano Galliani. Un concetto sintetico, apparentemente banale, ma di enorme portata e importanza. Un messaggio, quello dell’AD rossonero, che è quasi passato inosservato nel post di partita di San Siro.Forse sull’onda dell’entusiasmo per l’ottima prestazione offerta contro l’Udinese, Galliani s’è lasciato sfuggire una frase emblematica, che forse lascia trasparire come ci sia stata un po’ di confusione nell’ultimo periodo nella testa di Inzaghi. Chi far giocare? Come e con che modulo? Meglio così o cosà? I punti interrogativi nella testa di SuperPippo fin qui sono stati tanti, così come gli esperimenti.E così si è andati un po’ per tentativi. I giocatori hanno tutti caratteristiche diverse l’un con l’altro e trovare equilibrio e una formula giusta per farli coesistere non è stato facile. Sono stati provati moduli e giocatori diversi, in differenti ruoli, ma ora la quadratura del cerchio sembra raggiunta. Prima tutto questo non era chiaro. E’ una questione di giocatori e sistemi di gioco. Inzaghi ha finalmente testato tutta la rosa e ha capito chi è affidabile e chi no. Ha capito in quale ruolo questo o quel calciatore si esprime meglio. Insomma, ora ha veramente il polso della situazione. E si sta avviando verso una formazione tipo.Da un punto di vista tattico, la scelta è caduta su un 433 ibrido, capace di diventare in corso d’opera 4231 o 442. La duttilità di Bonaventura, in questo senso, fa la differenza. L’ex atalantino permette alla squadra di modificarsi in corso d’opera, senza ricorrere a cambi dalla panchina. Un lusso. Quanto alle scelte tecniche, sembra che Inzaghi stia trovando i suoi titolarissimi, così schierati: Diego Lopez; Abate, Alex (o Mexes), Rami (o Zapata), De Sciglio; Montolivo, De Jong, Bonaventura; El Shaarawy, Menez, Honda.Tutti gli altri – seppur utili – sembrano partire in seconda fila. Questo discorso vale per Bonera e Armero, per Muntari, Essien, Poli, Van Ginkel, Saponara e Pazzini. E, ovviamente, anche per Fernando Torres. In attesa che ritorni quello di un tempo.

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