FOCUS PM – PRIMAVERA, MILAN-INTER: CENTROCAMPO A CONFRONTO

FOCUS PM – PRIMAVERA, MILAN-INTER: CENTROCAMPO A CONFRONTO

Derby primavera Milan-Inter (Fonte: PianetaMilan.it)
Derby primavera Milan-Inter (Fonte: PianetaMilan.it)
La sconfitta nel derby Primavera lascia il Milan con l’amaro in bocca, soprattutto per il risultato: un pesante 1-4 che forse premia eccessivamente un’Inter che ha comunque meritato e legittimato il successo con una prestazione di livello. Una delle chiavi di lettura del match si può trovare certamente nella superiorità mostrata dai ragazzi di Mister Vecchi a centrocampo: quello centrale è il reparto sul quale Brocchi ha costruito le vittorie ottenute in questo avvio di stagione, ma questa volta gambe, testa e fiato hanno tradito il Diavolo.Mastalli ci prova, ma il centrocampo non gira – Dal punto di vista dell’impegno, nulla si può recriminare ai rossoneri. Capitan Mastalli ha fornito la solita prestazione di cuore e carattere, correndo da una parte all’altra del campo per coprire gli spazi e proporsi davanti, ma il suo sacrificio e i suoi sforzi non sono bastati: i suoi avversari infatti lo hanno contenuto adeguatamente e hanno retto (se non spesso addirittura superato) i suoi ritmi costringendolo ad arretrare il raggio d’azione, fino al definitivo sacrificio, quando Brocchi gli ha chiesto di giocare da terzino. Gamarra, solitamente apprezzato dai tifosi per l’incredibile agonismo mostrato nella doppia fase, questa volta non è brillante e finisce per farsi sovrastare dalla netta superiorità fisica dei dirimpettai nerazzurri: mancano i suoi guizzi davanti e i suoi recuperi rabbiosi nella metà campo avversaria, e la squadra ne soffre. Infine una delle note più dolenti della partita, la prestazione di Modic: il bosniaco gioca una gara decisamente sotto tono, perdendo molti palloni e sbagliando molte aperture per i compagni; grave l’errore in disimpegno in occasione del primo gol dell’Inter. Andrej però non può essere messo alla gogna: impegnato in nazionale, è rientrato a Milano solo venerdì, riuscendo ad allenarsi solo una volta in vista del derby, troppo poco per avere una condizione psico-fisica ottimale.La sorpresa Steffé e la possanza di Dabo: la mediana nerazzurra ‘picchia’ e lancia – Come hanno fatto notare anche Brocchi e Filippo Galli nel post-partita, un ruolo fondamentale nella vittoria dell’Inter l’ha giocato la differenza di fisicità tra le due squadre, ed è difficile dar loro torto. Gnokouri e Dabo hanno dominato come due mastini, sovrastando Modic e compagni in tutti i contrasti: questo ha permesso alla difesa di passare un pomeriggio tutto sommato tranquillo, soffrendo solo su qualche incursione sulle fasce, mentre in mezzo al campo non è passata neanche una mosca. I due sono arrivati per primi su ogni pallone e non hanno lesinato anche le maniere forti per recuperare il possesso della sfera, andando però spesso anche sopra le righe. Dabo in particolare ha superato almeno in 3-4 occasioni il limite oltre il quale solitamente (non per l’arbitro Colosimo) scatta il cartellino, come ad esempio dopo soli 2 minuti il durissimo intervento in ritardo ai danni di Crociata, con il rossonero costretto a lasciare il campo in barella e con il collo immobilizzato. Mister Vecchi sorride per la vittoria, ma anche per la bella prestazione sfornata dal terzo centrocampista. Schierato un po’ a sorpresa, Demetrio Steffé ha giocato una partita di altissimo livello, contribuendo spesso al recupero del pallone e lanciando le azioni dei nerazzurri con delle rapidissime verticalizzazioni, che hanno tagliato in due la retroguardia del Milan. D’altronde questo mediano classe ’96 quando vede il rossonero si esalta: già in agosto infatti era andato a segno con una prodezza nel pesante 6-0 rifilato dall’Inter al Diavolo, e domenica al Vismara ha confermato di essere un vero e proprio talismano per Vecchi.

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