FOCUS PM – MODELLO UDINESE: STADIO, SCOUTING E PROGETTAZIONE

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www.udine20.it
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Sabato prossimo lo scontro Udinese-Milan, oltre a essere una sfida sul campo tra due squadre in crisi di risultati, sarà una sfida tra due filosofie aziendali che nelle ultime stagioni hanno fatto la differenza: quella di puntare sui calciatori a parametro zero e/o a fine carriera, e quella dell’utilizzo dei soldi per ristrutturare e modernizzare lo stadio.Quest’ultima strategia, per la verità, recentemente è stata intrapresa anche dal Milan (prima con il trasferimento della sede e poi con il progetto del nuovo impianto da 48000 posti), ma la dirigenza friulana aveva capito tutto questo con largo anticipo: nel maggio 2011 fu siglata una convezione tra il Comune di Udine e la società Udinese Calcio, la cui dirigenza avrebbe pagato un canone annuo ridotto rispetto al passato per la concessione d’uso dello stadio, in cambio dell’impegno a mantenere il complesso sportivo in perfetto stato di conservazione, efficienza e funzionalità (oltre a provvedere a tutti gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, e alle spese di gestione). Dal 2013 è stato concesso al club il diritto di superficie per 99 anni e sono iniziati i lavori di ristrutturazione del “Friuli” (la curva Nord e la tribuna Est sono quasi ultimate, mentre i lavori per la curva Sud sono iniziati a febbraio).I soldi che verranno utilizzati per questo progetto sono quelli ricavati dalle plusvalenze nelle scorse sessioni di calciomercato; come riportato dal Sole 24 Ore l’anno scorso il bilancio del campionato 2012-13 è stato chiuso in utile per 32 milioni, grazie alle plusvalenze di alcuni giocatori (di cui 18,9 per la cessione di Handanovic all’Inter e 10,5 per il passaggio di Cuadrado alla Fiorentina) e questo, se dal punto di vista gestionale è stato un successo, sul piano dei risultati non ha dato gli stessi frutti del triennio 2010-13 (due qualificazioni ai preliminari di Champions League e una all’Europa League), concludendo lo scorso campionato al 13° posto e disputando una stagione sottotono con appena 8 vittorie su 31 gare disputate.Anche altre squadre che hanno adottato questa politica hanno vissuto stagioni di transizione – l’Arsenal tra il 2005 e il 2006 e la Juventus tra il 2009 e il 2011) – ma nel lungo periodo le scelte dirigenziali hanno avuto ragione sia sul piano finanziario (ricavi e merchandising) che su quello sportivo. Una grande vittoria per Giampaolo Pozzo, che dopo aver passato decenni a esonerare molti allenatori (era stato definito il Gaucci del Nord-Est) ha iniziato a ingaggiare giovani giocatori semisconosciuti (grazie alla vasta rete di talent-scout e osservatori) e ha investito all’estero acquistando prima il Granada e poi il Watford.Stefano Sette

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