FOCUS PM: DIFESA, UNA CRESCITA PAZZESCA. ASPETTANDO ROMAGNOLI

FOCUS PM: DIFESA, UNA CRESCITA PAZZESCA. ASPETTANDO ROMAGNOLI

Sinisa Mihajlovic
Sinisa Mihajlovic, tecnico rossonero (fonte foto: acmilan.com)

Una rete subita dall’Alcione, con tanti svarioni. Ma era la prima amichevole, per altro vinta 5-1. Quindi, alla seconda uscita, contro il Legnano, gara terminata con il medesimo risultato, il Milan ha incassato un’altra segnatura, denotando in maniera preoccupante tutti i limiti difensivi che ne avevano caratterizzato le ultime stagioni. Alla terza amichevole dell’anno, contro i francesi dell’Olympique Lione, è arrivata la prima sconfitta, un 2-1 per i transalpini arrivato a causa di incredibili defaillance della retroguardia che ha fatto suonare il campanello d’allarme in casa Milan.

A questo punto, riteniamo, qualcosa nelle segrete stanze di Milanello deve essere successo. Siniša Mihajlović, piuttosto contrariato per la facilità con la quale la sua squadra cominciasse a concedere agli avversari la possibilità comoda comoda di battere a rete, ha cambiato registro. Ha, in sostanza, epurato qualche evidente responsabile (su tutti, Michelangelo Albertazzi, ceduto al Verona, e Cristian Zaccardo, in lista di sbarco), ed avuto il coraggio di cambiare: il tecnico serbo ha lanciato nell’undici titolare il promettentissimo Davide Calabria, un classe “96 che si muove sul campo come fosse già un veterano; ha preferito spesso far partire dall’inizio il 22enne centrale brasiliano Rodrigo Ely, fatto rientrare dall’Avellino, il quale sta sinceramente dimostrando come, uno come lui, nell’organico del Milan possa starci alla grande. Soprattutto, sta concedendo fiducia a Philippe Mexés, sul quale ‘Miha’ nutriva più di qualche perplessità, ed il francese lo sta ripagando con ottime prestazioni e doti di leadership sul terreno di gioco che non potranno che giovare alla squadra. Infine, dato da non sottovalutare, persino Gabriel Paletta e Cristian Zapata, buoni giocatori ma non certo dei fenomeni, non hanno mai deluso ogni qualvolta sono stati chiamati in causa. Zapata, addirittura, più di qualche volta è stato schierato sull’out di destra, dove ha giocato con disciplina ed enorme attenzione.

Certo, resta sempre qualche perplessità sull’involuzione di Mattia De Sciglio, ma il ragazzo è giovane ed avrà tempo per rifarsi. Adriano Galliani gongola: la difesa del Milan comincia a girare, funziona. Funzionano bene i singoli, che appaiono estremamente motivati dopo una stagione da buttar via sotto la conduzione tecnica di Filippo Inzaghi ma, soprattutto, è migliorato di gran lunga il modo di difendere del Milan. Tutti per uno, uno per tutti. Come in una vera e propria squadra, dove il compagno protende la mano per aiutare quello accanto. Gran merito, questo, della mentalità trasmessa in pochissimo tempo da Siniša Mihajlović a tutto il gruppo: una crescita pazzesca, impensabile fino ad un mese fa. Mentre si continua sempre ad aspettare Alessio Romagnoli, che il tecnico vuole assolutamente avere a sua disposizione dopo averlo allenato e fatto ‘esplodere’ calcisticamente nella scorsa stagione con indosso la maglia della Sampdoria. Il ragazzo costa tanto, la Roma vuole 30 milioni, ma ‘Miha’ spinge con Galliani per poter riunirsi con il suo pupillo. Una trattativa che, sicuramente, andrà in porto, per la felicità dell’allenatore, dei tifosi (che aspettano un colpo in difesa dai tempi dell’arrivo di Thiago Silva e, andando più indietro con la memoria, di Alessandro Nesta), e del calciatore, che non vede l’ora di sfilarsi la maglia giallorossa con la quale è cresciuto per vestire quella del Milan.

In difesa, però, sono già troppi: mentre, per quanto riguarda le fasce, con le coppie Abate – Calabria e Antonelli – De Sciglio ci si ritrova nei numeri e nella forza, al centro un paio di difensori sembrano di troppo. Ipotizzando una coppia titolare Mexés – Romagnoli, con Paletta – Zapata primi cambi ed il sorprendente Ely immediatamente dietro, appaiono perlomeno socchiuse le porte del Milan per Alex: non è esclusa, quindi, una sua cessione; spinge il Santos, che vorrebbe riportare il 33enne ex PSG in patria. Ma, al di là degli interpreti, ciò che più conterà sarà la solidità di squadra e di reparto: e con Mihajlović, statene certi, si cambierà musica.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy