FASCIA SINISTRA: QUANTI FALLIMENTI. E’ LA MALEDIZIONE DI PAOLO

FASCIA SINISTRA: QUANTI FALLIMENTI. E’ LA MALEDIZIONE DI PAOLO

fonte foto: swide.com
fonte foto: swide.com
In casa Milan, dall’1985 al 2009, la fascia sinistra ha avuto un unico padrone che rispondeva al nome di Paolo Maldini. Il numero 3 rossonero è stato una vera e propria istituzione nella storia rossonera: in 25 anni di onorata carriera (tutta a tinte rossonere) Maldini ha collezionato 902 presenze e 33 reti, 26 trofei e stabilito il record di giocatore con più presenze nella storia del Milan. Dal maggio 2009, ovvero da quando ha appeso le scarpette al chiodo, il Milan sulla fascia mancina ha cambiato diversi interpreti con risultati quasi sempre di basso profilo. L’unico nome che si avvicinasse un po’ a Paolo è stato quello di Gianluca Zambrotta, arrivato in rossonero nel 2008 e rimasto sino al 2012, vincendo nel frattempo lo scudetto con Allegri nella stagione 2010/11 e la Supercoppa Italiana l’anno dopo. Zambrotta in rossonero ha collezionato 107 gettoni con 2 reti e ha messo la sua esperienza al servizio della corsia mancina che ha condiviso con Luca Antonini, anch’egli protagonista nello scudetto vinto con Allegri in panchina. Antonini in rossonero è arrivato nel 2008 ed è rimasto per cinque stagioni, collezionando 111 presenze e 1 gol. Anche se spesso ha lasciato a desiderare a livello tecnico, anche se suppliva queste mancanze con l’impegno e la corsa, doti che non gli hanno mai fatto difetto.Gli altri nomi sono stati una sequela di fallimenti. Basti pensare a Taiwo, arrivato con grandi aspettative a parametro 0 nell’estate del 2011 dal Marsiglia, che  ha deluso la platea, giocatore goffo e scordinato, tanto che dopo nemmeno quattro mesi è stato reso. Didac Vilà è invece arrivato al Milan nella stagione 2010­-11, ma ha solamente partecipato ai festeggiamenti per lo scudetto; Allegri infatti gli fece fare una presenza sola, nella passerella finale dell’ultima giornata di campionato. Da allora è stato mandato in prestito ogni stagione, per poi tornare a Milanello nella sessione estiva e fare sempre lo stesso percorso. Da allora altri due nomi e altri due fallimenti: Kevin Costant e Pablo Armero. Il primo ha trascorso due annate al Milan: la prima abbastanza positiva, mentre della seconda si ricordano più gli errori e i tweet bizzarri. La società decise così di cederlo in Turchia al Trazbonsport. Per la serie, dalla padella alla brace, quest’anno il neotecnico Pippo Inzaghi ha richiesto Pablo Armero, il quale è arrivato in prestito secco dall’Udinese. Il colombiano sino a dicembre non aveva praticamente mai giocato ed è stato schierato solo per l’infortunio di De Sciglio e, a parte le due partite interne con Napoli e Udinese, non ha convinto più di tanto, inducendo la dirigenza a correre ai ripari. Ora il colombiano potrebbe partire verso Genova: nelle prossime ora è attesa una sua risposta. L’unica certezza per il Milan è quella di voler riportare sulla corsia mancina giocatori che si avvicinino il più possibile a quel Paolo Maldini che per 25 anni ne è stato il padrone assoluto.Matteo Anobile

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy