EL SHAARAWY AL BIVIO: CESSIONE O RISCATTO

EL SHAARAWY AL BIVIO: CESSIONE O RISCATTO

Stephan El Shaarawy (Fonte: www.goal.com)
Stephan El Shaarawy (Fonte: www.goal.com)
21 settembre 2011. Allo stadio ‘San Siro’ si disputa Milan-Udinese. Il solito Di Natale porta in vantaggio gli ospiti e, nella ripresa, i rossoneri di Allegri, in piena emergenza infortuni in attacco, agguantano il pareggio grazie ad un guizzo del giovane ed imberbe Stephan El Shaarawy. E’ stato quello il primo gol in Serie A in maglia rossonera del gioiellino prelevato dal Genoa a suon di milioni (7 per la metà, più il cartellino di Merkel).I friulani portano bene ad El Shaarawy, che li punisce anche nella stagione seguente, il 23 settembre 2012, stavolta in trasferta, inaugurando una stagione fortemente positiva a livello personale: 16 gol, tantissimi assist, un’importanza capitale nel gioco milanista. L’uomo sul quale costruire un futuro radioso. Però, nel frattempo (siamo a gennaio 2013), al Milan è arrivato Balotelli, ed il suo acquisto ha modificato le gerarchie in campo e fuori: Balo è il simbolo, l’effigie della campagna acquisti, l’ “incedibilissimo”, come frettolosamente affermato da Adriano Galliani. El Shaarawy? ‘Relegato’ a comprimario, sparring partner, certamente non più indispensabile. Ed il suo rendimento, oltre che il suo morale, ne hanno fortemente risentito (soltanto 1 rete nel girone di ritorno della stagione 2012-2013).L’anno successivo, ci si è messa anche la sfortuna, che, dopo il gol di testa ad Eindhoven nei preliminari di Champions League contro il PSV, lo ha messo praticamente fuori causa per tutta la stagione. Insomma, non può certo dirsi tutta rose e fiori, finora, la storia d’amore tra El Shaarawy ed il Milan. Ed in questo 2014-2015 le cose non sembrano essere migliorate per lui. L’arrivo di Inzaghi sulla panchina rossonera sembrava potesse restituirgli spazio, ritmo, giocate e caterve di reti, in virtù del suo gioco offensivo e sull’altare di un 4-3-3 che predilige calciatori rapidi e bravi a giostrare sull’esterno. Invece, dopo l’illusorio esordio in casa contro la Lazio, con l’assist per il gol di Honda, del ‘Faraone’ tracce sporadiche e null’altro, eccezion fatta per il bel destro a giro che ha trafitto Romero della Sampdoria allo stadio ‘Marassi’. A soli 22 anni, Stephan El Shaarawy sembra essersi gravemente e velocemente involuto, e dell’enorme talento rivelato agli occhi del mondo un paio di stagioni orsono sono rimaste, ad oggi, solo sbiadite fotografie.Tanto che, tra tifosi ed addetti ai lavori, ad oggi, serpeggia un dubbio che riporta ad un’inquietante domanda: fu vera gloria? El Shaarawy ha semplicemente ‘indovinato’ all’epoca una stagione magica, per poi ripiombare nell’anonimato ricco di tutti quei calciatori di grande tecnica e poche ‘palle’? Nel frattempo, il Milan ha piazzato il colpo Alessio Cerci, e gli spazi in campo potranno ridursi ulteriormente per un ragazzo che, al di là delle perplessità suscitate, ha bisogno di giocare con continuità se vuole ritrovare lo smalto perduto. Ecco perché, nelle ultime ore, le voci di mercato si susseguono, si intensificano, si fanno assordanti. In Italia, lo cerca la Roma: potrebbe essere intavolato uno scambio con Mattia Destro, il ‘centravanti mobile’ del quale avrebbe bisogno Inzaghi per finalizzare il gioco degli esterni d’attacco, ma i rumors più insistenti lo vogliono in partenza per la Germania, direzione Dortmund, laddove Jurgen Klopp lo avrebbe individuato come rinforzo ideale per il suo Borussia.Le finanze del Milan sembrano versare, ancora una volta, in una situazione difficile (si parla di un passivo di 70 milioni), e potrebbe essere necessario un sacrificio in uscita per risanare, almeno in parte, il deficit. El Shaarawy, seppur incostante, ha sempre avuto ottimo mercato: un anno e mezzo fa rifiutò i 7 milioni netti all’anno offertigli dall’Anzhi (e 35 netti al Milan) per amore della maglia rossonera, della quale è sempre stato un tifoso sin da bambino. In questa sessione di mercato, Stephan sembra essere intenzionato a fare altrettanto. Ed il Milan, pur di coccolare il suo gioiello, disposto a concedergli ulteriore fiducia. Scelta approvata dalla tifoseria, ma non si sa per quanto tempo ancora. El Shaarawy deve necessariamente svegliarsi, reagire e tornare decisivo. ‘Amon Ra’ può farcela, basta crederci un po’ di più ed il 2015 potrebbe restituire a ‘San Siro’ il suo nuovo, ‘vecchio’ idolo. Anche perchè i segnali che arrivano da Dubai sono piuttosto incoraggianti….Daniele Triolo

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