DOYEN SPORTS, SOLDI E GIOCATORI: GLI ESEMPI DI PORTO E ATLETICO MADRID

DOYEN SPORTS, SOLDI E GIOCATORI: GLI ESEMPI DI PORTO E ATLETICO MADRID

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Yacine Brahimi (fonte foto: www.africatopsports.com)
Yacine Brahimi (fonte foto: www.africatopsports.com)
Se come si suppone in questi giorni ci sarà l’ingresso nella società rossonera di Bee Taechaubol, questo gioverà parecchio al Milan per quanto riguarda il mercato. Infatti l’amicizia che lega il broker thailandese al presidente del fondo Doyen Sports, Nelio Lucas, favorirebbe l’inizio di una collaborazione tra il Milan e la Doyen, seguendo l’esempio già percorso da altre squadre, Porto e Atletico Madrid su tutte.Nel calciomercato recente i fondi stanno via via acquisendo sempre maggior importanza: in sostanza comprano una buona percentuale del cartellino di un giocatore di buone prospettive (spesso anche il cartellino intero) lo propongono a società d’elite o emergenti e aiutano, dopo uno a due anni, la società stessa a rivendere lo stesso giocatore. Si realizza così una plusvalenza di mercato dalla quale tutti ne traggono un ottimo guadagno: la società perché ha usufruito delle prestazioni sportive del giocatore e ne ricava molto di  più vendendolo, e il fondo Doyen che sulla vendita ha sempre una percentuale di guadagno.Come dicevamo prima Porto e Atletico Madrid hanno puntato molto su questi giocatori, per fare alcuni nomi Falcao, Brahimi, James Rodriguez, ma va detto che ad una collaborazione con un fondo che ti propone un giocatore devono far seguito altri fattori all’interno di una società di calcio, come ad esempio un staff di osservatori di ottimo livello che ti permettano di sapere fin da subito se il giocatore che ti viene proposto dal fondo può essere di buone prospettive o meno. Inoltre, soprattutto nel caso del Porto, bisogna anche essere capaci di saper vendere bene il proprio giocatore; il club portoghese è forse infatti la bottega più cara d’Europa e se ha realizzato cospicue plusvalenze dalla vendita dei suoi  fenomeni in questi ultimi mercati è proprio grazie al fatto che essi non sono mai stati svenduti, anzi, ad esempio, c’è chi si è dovuto svenare per prendersi Falcao, Mangala e Fernando, solo per citarne alcuni.Bisognerà vedere se anche il nuovo Milan sarà in grado di seguire le orme di questi due club perchè la strada da seguire è buona, ma va percorsa in quella maniera se si vogliono ottenere profitti. Un club come il Milan, che ha fatto la storia negli ultimi 30 anni con le sue vittorie tenendo i suoi campioni, dovrà rivendere quelli che sono alcuni dei suoi principi. Sarà in grado di sacrificare un attaccante da 25 gol perché lo impone la Doyen? Sarà capace di sostituirlo l’anno successivo con uno altrettanto bravo come fatto dall’Atletico di Madrid che negli ultimi anni ha visto tra i suoi goleador gente del calibro di Aguero, Falcao, Diego Costa e Mandzukic? Ben venga la collaborazione con i fondi ma bisognerà anche ritrovare una qualità a livello di scouting e managerialità che negli ultimi anni la società di via Aldo Rossi sembra aver smarrito.
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